Elezioni europee 2014: quale spazio alle tematiche energetiche?

21 05 2014

La sicurezza energetica rappresenta uno dei temi cruciali per il futuro dell’Unione Europea.
Il risparmio energetico, l’incremento della produzione interna, la diversificazione delle fonti e il completamento del mercato interno sono elementi fondamentali per ridurre la dipendenza energetica del nostro Continente.
Proprio oggi, 21 maggio 2014, a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, la Commissione Europea ha ospitato una conferenza sul tema, intitolata Paving the way for a European Energy Security Strategy. Questo importante evento, a cui hanno partecipato rappresentanti dei Paesi dell’Unione ed extra-UE, membri delle compagnie del settore energetico, enti regolatori, associazioni e comitati di esperti, non ha avuto un adeguato risalto nel panorama mediatico italiano.

ESSC_conference

E’ significativo rilevare come anche in questa occasione i temi realmente significativi per il destino economico, sociale ed ambientale dell’Europa non siano entrate nell’agenda del dibattito politico del nostro Paese. Le eccezioni sono poche. Per fare chiarezza e per fornire ai lettori alcuni elementi di valutazione in più in vista della consultazione elettorale del prossimo fine settimana, segnaliamo il sito http://www.dibattitoscienza.it, nel quale sono state formulate alcune domande a tutti i partiti politici candidati. Hanno risposto il Partito Democratico, la lista Green Italia Verdi Europei e Fare per Fermare il Declino. Uno dei quesiti riguardava proprio le politiche energetiche:

Il prossimo Parlamento voterà il pacchetto su rinnovabili ed emissioni di gas serra proposto dalla Commissione Europea per il 2030. Quali misure ritiene adeguate e di quali proporrà invece una modifica?

Trovate le risposte a questo link. Buona lettura e buon voto!

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5 responses

22 05 2014
R.Sorgenti

Effettivamente, nel ns. Paese si parla poco e spesso in modo inopportuno di questo importante tema, che impatta ed inficia pesantemente invece la capacità competitiva del nostro sistema produttivo manifatturiero.

Riporto allora questa mia riflessione nella speranza che possa servire come elemento di valutazione, lieto di poterne discutere, nell’interesse del Paese.

Mi piacerebbe poterne ampiamente discutere anche a Bruxelles, ma le possibilità di elezione sono davvero nulle, pur essendo candidato.

Q U O T E

L’urgenza di una Strategia Energetica Nazionale sostenibile.

di Rinaldo Sorgenti

E’ ben evidente che una Strategia Energetica Nazionale (SEN) debba affrontare argomenti che riguardano le prospettive a medio e lungo termine ed è quindi opportuno delineare una strategia bilanciata e sostenibile che comprenda argomenti come l’Efficienza Energetica e lo sviluppo della ricerca per la messa a punto di Fonti Rinnovabili affidabili e sostenibili per il futuro.
Ma una componente fondamentale di una SEN deve altresì riguardare la produzione elettrica, che sempre più sarà la spina dorsale per un Paese che aspira a mantenere la propria posizione a fianco delle economie più avanzate nel mondo.
Questo è purtroppo il principale handicap che condiziona da lungo tempo l’economia del ns. Paese, che storicamente si base sulle capacità manifatturiere e sull’export dei propri prodotti.
Peraltro, il rischio strategico che il sistema Italia subisce non ha eguali tra i Paesi sviluppati ed è ormai urgente che il Governo e i vari Stakeholder ne prendano finalmente atto per attuare quindi tutte quelle indispensabili iniziative che ci consentano di superare questo grave problema, che inficia pesantemente le capacità competitive del ns. Paese.
Per fortuna non c’è bisogno di guardare nella “palla di cristallo” per capire cosa necessiti fare: allo scopo, una semplice analisi del “Mix delle Fonti” per la produzione elettrica che si riassume nella media del 28 Paesi Ue ed ancor più la realtà del “Mix” dei Paesi del G8 e del G20 (con l’eccezione rischiosa ed insostenibile proprio dell’Italia), non può non fare da parametro e guida per le indispensabili decisioni strategiche da attuare.
Quali scelte quindi per il nostro Paese?
L’evidenza nella Ue27 dimostra che le “Fonti di Base” di un sistema affidabile e sostenibile debba necessariamente basarsi su CARBONE + NUCLEARE (come insegnano tutti i Paesi del G8 – Italia esclusa) e quanto più una delle 2 fonti è trascurata, maggiore è la necessità di ricorrere all’altra.
L’Italia presenta chiaramente una situazione anomala ed asimmetrica, avendo solo il 13% di produzione da CARBONE e nulla (sul ns. territorio) dal NUCLEARE.
L’altra pesante anomalia italiana, è quella della produzione elettrica nazionale, dove l’Italia storicamente produce sul proprio territorio solo circa l’85% dell’elettricità che consuma ed è infatti il principale importatore in Europa di questo importante vettore.
In compenso, è positivo riscontrare che l’Italia indiscutibilmente presenti la migliore situazione in termini di intensità elettrica pro-capite (5,6) rispetto a tutti gli altri principali Paesi. Siamo infatti il Paese più “virtuoso” in termini di consumo elettrico. Lo siamo peraltro anche in termini di emissioni di CO2 pro-capite; elementi questi spesso mistificati e distorti nella comunicazione mediatica.
Peraltro, nessuno in Europa ha fatto così tanti investimenti negli ultimi 10 anni per ammodernare il proprio parco di generazione elettrica; purtroppo però questo è avvenuto quasi esclusivamente con la realizzazione di moderni “Cicli Combinati” alimentati a Gas Metano, per sostituire i vecchi “Cicli a Vapore” alimentati ad Olio Combustibile.
La demagogia e la speculazione comunicativa che si basa fondamentalmente su fuorvianti aspetti emotivi, ha invece impedito di diversificare ed equilibrare il ns. “Mix” con la realizzazione di alcune moderne Centrali a Carbone che per le caratteristiche orografiche del ns. territorio potrebbero agevolmente trovare la loro dislocazione lungo la penisola.
Infatti, concetti razionali di vera “Sostenibilità” per il sistema di generazione elettrica di un Paese avanzato si possono agevolmente riassumere nei punti seguenti:
1) Facilità degli approvvigionamenti
2) Economicità
3) Continuità (vs. intermittenza di eolico e solare)
4) Sicurezza strategica
5) Efficienza di utilizzo dei combustibili primari
6) Rispetto ambientale
Da un’analisi obiettiva risulterebbe quanto mai evidente che il Carbone sia un combustibile a tutti gli effetti “Sostenibile”, rispondendo in maniera opportuna a tutti e 6 i parametri sopra citati, soprattutto per un Paese notoriamente povero di “materie prime” come l’Italia, che dipende più di qualunque altro dalle importazioni energetiche per soddisfare i propri bisogni.
La risposta tecnologica comprende: le CCT (Clean Coal Technologies), che consentono di utilizzare il Carbone senza particolari inconvenienti di natura ambientale, mentre con la CCS (Carbon Capture & Storage) è possibile anche rispondere all’eventuale necessità di ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera.
Come noto, la Commissione Europea ha posto le tecniche di CCS tra le iniziative da attuare per rispondere alla Direttiva di riduzione delle emissioni in atmosfera, ma è evidente che applicare tali tecniche CCS solo all’utilizzo del Carbone NON risolverebbe affatto il problema delle emissioni, in quanto la realtà italiana nel 2010 evidenzia che 2/3 delle emissioni di CO2 dalla generazione elettrica siano dovute all’utilizzo degli idrocarburi: 56% al Gas Metano e 7% all’Olio Combustibile, essendo il contributo emissivo del Carbone solo del 35%, mentre un 2% è dovuto ad altri combustibili. Come sappiamo, le emissioni di CO2 dalle Biomasse non sono considerate, anche se sarebbe forse opportuna una riflessione, sul breve-medio periodo (se questa è la preoccupazione), perchè la combustione di un albero che ha impiegato 20-30 anni mediamente per crescere, rilascia immediatamente in atmosfera tutta la CO2 che lo stesso ha assorbito per la sua crescita e ce ne vorranno ancora 20-30 per farlo ricrescere tal quale.
Inoltre, applicare la contabilizzazione delle emissioni di CO2 alle emissioni di sola “combustione” (post-combustion), come prevede la Direttiva ETS-Ue, e trascurando invece totalmente le emissioni dovute alla “estrazione/produzione” (pre-combustion) dei combustibili fossili – come di fatto avviene con il Protocollo di Kyoto e come abitualmente considerato da tutte le Istituzioni internazionali (IPCC, Ue e Paesi emettitori) – si determina una chiara discriminazione che nulla ha a che fare con il supposto concetto del contrasto ai “Cambiamenti Climatici”, generando invece un’evidente ed impropria discriminazione ed un’alterazione dei principi di “libera concorrenza” (peraltro non consentita dalle stesse leggi fondanti della Ue) tra: Paesi – Settori – Prodotti, all’interno della stessa Comunità europea.
Per dare un esempio di cosa significhi quanto sopra citato ed un parametro di valutazione globale, basterebbe andare ad osservare cosa avviene in fase di estrazione del Gas Metano nei vari Paesi produttori, dove risulta che: “Almeno 1/3 delle riserve mondiali di Gas Naturale presentano in giacimento alti livelli di anidride carbonica (CO2)”, che l’industria del settore da decenni provvede a separare dal flusso dei Gas in estrazione per liberarla in atmosfera (vented), senza che questa sia conteggiata ne attribuita ad alcuno (chiedetelo ad IPCC)!
Quindi, la strategia necessaria per l’Italia, per :
 Migliorare la propria competitività;
 Ridurre i rischi di approvvigionamento energetico;
 Incrementare la sostenibilità Paese;
non può non considerare l’urgente necessità di diversificare ed equilibrare il proprio “Mix delle Fonti”, con:
1) Carbone: Raddoppiare il suo contributo, con l’utilizzo delle tecnologie CCT e CCS.
2) Gas Metano: Ridurre/dimezzarne l’uso, rispetto all’eccessiva dipendenza attuale.
3) Nucleare: Valutare se continuare con l’import, dopo l’esito del recente Referendum ???
Perché il Carbone è:
 Diffuso ampiamente nel mondo
 Disponibile in grandi quantità
 Economico (molteplicità di fornitori)
 Sicuro (non è velenoso, ne’ esplosivo)
 Eco-compatibile grazie a CCT e CCS.
Parliamone quindi, senza pregiudizi e fuorvianti ideologie, nell’interesse di tutti.
Rinaldo Sorgenti

22 05 2014
nucleareeragione2

L’ha ribloggato su Nucleare e Ragionee ha commentato:
La sicurezza energetica rappresenta uno dei temi cruciali per il futuro dell’Unione Europea. Quanta considerazione ha questo tema nel dibattito politico italiano?

22 05 2014
R.Sorgenti

Considerazione: … pochissima!
Comprensione: … Ancora meno!

Il tutto a causa di una devastante demagogia e fuorviante ideologia che è abitualmente cavalcata da molti nel nostro Paese, il che porta a stravolgere i concetti specifici che riguardano davvero l’energia ed un suo impiego davvero opportuno, ragionevole e sostenibile.

Occorre fare uno sforzo particolare di corretta informazione e divulgazione su questi temi, nell’interesse vero del PAESE.

22 05 2014
conferenzaenergetica

Gentile dott. Sorgenti, la ringrazio per il suo interessante intervento.
Quello che manca nel nostro Paese è proprio la possibilità di avviare un dibattito serio, equilibrato, basato su analisi di costi/benefici e scevro da condizionamenti ideologici.
Ci auguriamo che il suo contributo possa avviare su queste pagine una discussione proficua e invitiamo anche gli altri nostri lettori ad intervenire!

Pierluigi Totaro

23 05 2014
R.Sorgenti

La ringrazio per la condivisione di questa necessità di dialogo, analisi ed approfondimento, tenuto conto dell’importanza strategica che indubbiamente ha il settore energetico e quello della produzione elettrica in particolare.
Facciamoci noi propmotori di questo dibattito. Sono poi molti ed autorevoli gli esperti che possiamo invitare a discuterne, nell’interesse davvero di tutti.

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