Verso l’energia a basse emissioni: qual è la mano vincente?

2 02 2015

Nucleare e Ragione

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Il dibattito internazionale sulle questioni energetiche non ci ha mai risparmiato, negli anni recenti, una certa vivacità, uscendo spesso dai confini degli ambienti specializzati degli addetti ai lavori e trovando una discreta risonanza sulla stampa generalista.

Tra i temi “caldi”, non solo dal punto di vista climatico, va senz’altro annoverato quello relativo agli accordi internazionali mirati alla limitazione delle emissioni antropiche di gas serra. Tali accordi sono stimolati dalle evidenze di un possibile nesso di causalità tra l’accresciuta concentrazione dei gas serra in atmosfera e l’aumento globale delle temperature registrato nella seconda metà del secolo scorso.

Su questo aspetto, nei mesi scorsi le occasioni per riaccendere la discussione non sono certamente mancate, a partire dall’approvazione, in ottobre, dei nuovi obiettivi europei sul clima e l’energia per il 2030. Ha destato un certo scalpore anche l’annuncio di un analogo accordo bilaterale USA-Cina per la riduzione delle emissioni, mentre i risultati…

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2 02 2015
Umberto Foli

Quelli che vogliono ridurre l’effetto serra riducendo le emissioni dalla combustione degli idrocarburi vaneggiano. Ignorano il ciclo di Carnot.
L’utilizzo degli autoveicoli tende ad aiumentare con l’aumento della popolazione e del benessere. Le energie rinnovabili possono dare un contributo, ma molto modesto, soprattuttp per la loro aleatorietà. La riduzione dell’utilizzo dei biocarburanti è una illusione. Se volessimo alimentare con biogasolio due milioni di camion operanti in Italia bisogrerebbe coltivare a mais almeno 300.000 kq, ovvero anche le cime delle Alpi.
L’unica soluzione per ridurre i consumi di idrocarburi, almeno per la produzione di energia elettrica, è il nucleare. Già diverse decine di impianti sono in costruzione nel mondo. L’alternativa è considerare la terra come un pianeta con dei limiti precisi ed invalicabili dei consumi. Le riseve di idrocarburi sono valutabili in un centiaio di anni. Per quella data dovremmo avere delle valide alternative. Ivi compreso la riduzione del tenore di vita, elimibabdo tutti gli sprechi.
Purtroppo ciò non è condiviso dai produttori dei beni di consumo e da coloro che sfruttano i combustibili fossili. Il futuro ci riserva situazioni di tensioni sociali che oggi non riusciamo nemmeno ad immaginare. Per inciso, la terza guerra mondiale è scppiata l’undici settembre e si tratta non di una guerra fra stati sovrani ma gestita dal terrorismo.

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