Il camaleontismo di Michele Serra sull’uso e abuso dello strumento referendario.

20 10 2016

[La riforma costituzionale, su cui gli elettori italiani sono chiamati ad esprimersi con il referendum del 4 dicembre 2016, tocca tra le altre cose il tema fondante di questo spazio virtuale, ossia la questione energetica italiana, riaccentrandone le competenze. Torneremo sull’argomento. Nel frattempo proponiamo alcune riflessioni su di una particolare incongruenza che abbiamo colto a latere dell’animata discussione in atto.]

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Indro Montanelli soleva rimproverare agli Italiani il fatto di avere la memoria corta. Ed effettivamente questo tratto del carattere italico, forse forgiato da secoli di occupazioni straniere e malgoverno, pare aver fatto la fortuna di politici, giornalisti e truffatori di ogni risma, i quali si sentono sicuri nel dire tutto e il suo contrario senza mai pagare dazio.
Almeno così è stato sino all’avvento di internet. Ora laddove difetti la memoria, alcuni secondi di ricerca su Google sono sufficienti a smascherare i sepolcri imbiancati.
Che dire dunque di Michele Serra, che comodamente, dalla sua Amaca, ci ammonisce su quanto sia inopportuno chiedere alla casalinga di Voghera di esprimersi sulla riforma costituzionale?

“ci sono materie che competono gli esperti, e chiedere alla casalinga di Voghera e al barista di Trani di pronunciarsi sul bicameralismo imperfetto è puro sadismo (sì, sono un antireferendario e sempre lo fui)”

Michele Serra, 16 ottobre 2016

Una presa di posizione netta con cui in linea di principio, senza voler scendere nel merito del quesito referendario, si potrebbe facilmente concordare. Rincarata per altro dalla professione di fede antireferendaria (sì, sono un antireferendario e sempre lo fui). Peccato non sia vero.
Lo stesso Michele Serra infatti nel non lontano 2011 chiamava tutti al voto in occasione del referendum sul nucleare e sull’acqua pubblica, addirittura invitando a convincere gli incerti e gli indifferenti.

“Chiedete a tutti di andare a votare, discutere con gli incerti e con gli indifferenti, non vergognatevi di sentirvi propagandisti importuni, così come non mi vergogno di scrivere queste righe di smaccata propaganda politica. La posta è alta, il contenuto dei quesiti molto rilevante. Specie i due referendum sull’acqua chiedono di rimettere l’accento sulla dimensione pubblica della nostra convivenza. La politica è tornata. Dite a tutti di tornare alla politica.”

Michele Serra, 7 giugno 2011

In quell’occasione, il tentativo del Governo in carica (Berlusconi) di sottrarre un argomento delicato e strategico come il nucleare al voto della casalinga di Voghera veniva additato dal retore dell’Amaca come un goffo, spregevole trucco.

“Il goffo, spregevole trucco del governo per evitare il referendum sul nucleare, a rivederlo adesso dopo la sentenza della Cassazione, sembra esattamente quello che è: un goffo, spregevole trucco. “

Michele Serra, 3 giugno 2011

L’unico spregevole trucco è il tentativo di Michele Serra di costruire per sé una reputazione antireferendaria mai esistita. O dovremmo forse sottintendere un più subdolo (per quanto diffuso nei media italiani) disprezzo per il sapere scientifico, che, a differenza del nobile diritto costituzionale, sarebbe alla portata di tutti?

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Energie per l’Italia del futuro. Impressioni

25 05 2015

LAB&LAB - FARE I CONTO CON L' AMBIENTE - RAVENNA 2015.

Senza tema di smentita, possiamo affermare che la manifestazione Ravenna2015 – Fare i conti con l’ambiente, verrà ricordata soprattutto per aver ospitato, nella sua ultima giornata di lavori, una proposta culturale assolutamente innovativa, di cui siamo stati fortunati testimoni.

E’ noto come il tema dell’Energia sia sempre più spesso al centro di dibattiti, workshop, conferenze, tavole rotonde. E altrettanto noto quanto questi incontri, anche quelli intenzionalmente rivolti ai cittadini, facciano fatica a rendere digeribile per un pubblico di non addetti ai lavori i concetti chiave senza scadere in tecnicismi e senza dilungarsi in dettagli che fanno perdere la visione d’insieme.

Pur consapevoli di questo deficit comunicativo, mai prima d’ora, perlomeno nel panorama italiano, si era cercato di presentare l’argomento “Energia” da un diverso punto di vista e con chiavi di lettura differenti, mettendo in rilievo innanzitutto il suo carattere antropologico prima ancora che tecnico-scientifico. Energia intesa pertanto come un prodotto culturale, come un’entità intimamente legata alla natura dell’uomo e al suo innato protendersi, in una relazione dinamica con l’ambiente, verso il progresso e l’innovazione. L’energia è un concetto tanto permeante la vita dell’uomo, quanto difficilmente definibile in termini semplici, eppure nonostante questa ineffabilità concettuale, i balzi più grandi l’umanità li ha compiuti proprio quando è stata in grado di cogliere positivamente la sfida della Natura e di imbrigliare l’essenza dell’energia, trasformandola in un propulsore per tutte le sue attività.

LAB&LAB - FARE I CONTO CON L' AMBIENTE - RAVENNA 2015.

L’idea, di per sé antica ma al contempo rivoluzionaria, è quella di un uomo che sa essere protagonista dell’ambiente in cui vive, che se ne prende cura nella consapevolezza di non agire come un entità esterna e “ostile”, bensì come parte di essa. L’energia, in questo contesto, appare come una forma d’arte naturale, così come il manufatto artistico umano è esso stesso una forma e un prodotto dell’energia.

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Da un’idea di Paolo Errani, fisico professionista, e Davide Giusti, ingegnere e ricercatore presso l’ENEA, l’evento “Energie per l’Italia del futuro” si è rivelato un abile mix di interventi di attualità economica, storia medioevale, citazioni e letture raffinate, il tutto impreziosito dal delicato accompagnamento al pianoforte del maestro Raimondo Dore. I due ospiti di casa, nell’affascinante scenario del Piano Nobile di Palazzo Rasponi dalle Teste di Ravenna, si sono alternati con i diversi relatori in un ritmo dinamico e incalzante, parlando di approvvigionamento energetico, modelli di sviluppo economico, questioni europee, e solleticando i presenti con interventi provocatori e battute sagaci e brillanti.

Tanti erano gli studenti presenti tra il pubblico, ed è questo il più forte e concreto richiamo all’ottimismo: le sfide del presente richiedono il contributo, il coraggio e i sogni delle nuove generazioni.
Le vere Energie per l’Italia del Futuro
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La politica energetica che non c’è

14 11 2013

A poco più di un anno dal lancio, su queste pagine, dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia, riteniamo opportuno ripercorrere i passi fino a qui percorsi e fare il punto della situazione sullo stato di avanzamento della nostra richiesta.

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23 ottobre 2012
Lancio della Campagna di adesioni, nell’ambito della consultazione pubblica avviata dal Governo Monti sulla Strategia Energetica Nazionale. Ogni adesione all’appello, il cui testo è reperibile al seguente link, viene automaticamente inoltrata al Ministero dello Sviluppo Economico quale contributo alla suddetta consultazione pubblica.

27 ottobre 2012
A sostegno dell’iniziativa, viene pubblicato un documento di 57 pagine, intitolato “Una Costituzione Energetica per l’Italia”, liberamente scaricabile in rete al seguente indirizzo.

12 novembre 2012
Il documento viene formalmente portato all’attenzione delle seguenti personalità istituzionali
1) Il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ing. Tullio Fanelli;
2) I membri dell’VIII Commissione permanente della Camera dei Deputati(Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici)
3) I membri della X Commissione della Camera dei Deputati(Attività Produttive, Commercio e Turismo)
4) I membri della XIII Commissione del Senato della Repubblica (Territorio, Ambiente e Beni Ambientali)

21 novembre 2012
La proposta di convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia viene presentata dai promotori e discussa in una riunione della Sesta Commissione Consiliare permanente del Comune di Trieste

22 novembre 2012
Presentazione pubblica del documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia”, presso l’Antico Caffè S. Marco di Trieste.

30 novembre 2012
Si chiude la consultazione pubblica promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico. Circa 400 cittadini partecipano alla consultazione inoltrando l’appello per la Conferenza Nazionale sull’Energia. All’appello aderiscono anche due associazioni scientifiche di rilievo nazionale: la Società Italiana di Fisica, rappresentativa dell’intera comunità di fisici italiani, e l’Associazione Galileo 2001 per la Libertà e la Dignità della Scienza, presieduta dal professor Renato Angelo Ricci.

13 marzo 2013
Alla chiusura della campagna di adesioni hanno firmato in favore dell’appello 510 cittadini e 12 tra associazioni scientifiche, ambientaliste e di categoria.

18 marzo 2013
Per favorire il dibattito sulla questione energetica italiana, viene pubblicata un’intervista doppia (clicca qui) tra il dottor Pierluigi Totaro, primo firmatario dell’appello, e il professor Alberto Clò, docente di Economia Industriale e Regolazione Public Utilities presso l’Università di Bologna e Ministro dell’Industria e del Commercio nel Governo Dini nel 1995-96.

2 aprile 2013
Il Consiglio Comunale di Trieste approva, con voto favorevole di tutti i presenti, una mozione, che impegna il Sindaco di Trieste a chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia e ad offrire la città di Trieste quale sede istituzionale per la conferenza stessa, coinvolgendo le istituzioni scientifiche del capoluogo giuliano.

4 maggio 2013
I promotori dell’appello incontrano ed illustrano l’iniziativa al neo Ministro dell’Ambiente Orlando e al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Serracchiani, consegnando ad entrambi una copia del documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia”.

14 maggio 2013
Su iniziativa dei deputati triestini Rosato (PD), Blazina (PD) e Prodani (M5S) viene depositata un’interrogazione scritta al Ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato (qui il testo), volta a proporre la convocazione della Conferenza. I firmatari dell’interrogazione, oltre all’esplicito riferimento alla campagna di adesioni lanciata sul blog conferenzaenergia.wordpress.com, si richiamano alla mozione approvata dal Consiglio Comunale di Trieste, offrendo il capoluogo giuliano come sede istituzionale della Conferenza, con il coinvolgimento delle realtà scientifiche locali.

Ad oggi, 14 novembre 2013, ono trascorsi esattamente 6 mesi dal deposito dell’interrogazione parlamentare, senza che vi sia stata una risposta da parte del Ministro Zanonato.
Ci teniamo a ricordare come la questione energetica del Paese, con l’immobilismo cui purtroppo siamo tristemente abituati, rischi solo di degenerare. Manca ancora un’elaborazione organica di provvedimenti a medio-lungo termine, e la Strategia Energetica approvata dal precedente governo pare essere finita, come tante altre volte capitato in passato, in un cassetto.

Osserviamo inoltre con un certo rammarico come il dibattito economico e tecnico-scientifico sulla questione energetica sia in queste mesi drammaticamente uscito di scena, confinandosi negli ambienti specializzati e lasciando all’associazionismo ambientalista il quasi totale monopolio delle operazioni di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Si è perso un anno di tempo? Forse si, ma c’è ancora spazio per porre rimedio. Noi non ci siamo fermati. Siamo in contatto con i parlamentari firmatari dell’interrogazione, che hanno assicurato la volontà di sollecitare nuovamente il ministro a un pronunciamento. Parallelamente, stiamo lavorando all’organizzazione di un grande evento scientifico divulgativo, con cui riportare all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza la questione energetica italiana e l’iniziativa della Conferenza Nazionale sull’Energia.
Speriamo di potervi dare presto notizie più dettagliate in merito.

 





12/13 giugno 2011: a due anni dal referendum sul nucleare, l’Italia naviga ancora a vista.

12 06 2013

ImmagineA due anni dalla consultazione referendaria che ha sancito l’abbandono del programma per l’utilizzo dell’energia nucleare da fissione, sono ancora numerosi gli interrogativi e le questioni aperte relative alle strategie di approvvigionamento energetico dell’Italia. Nonostante il lodevole tentativo del governo Monti, dopo anni di tentennamenti, di dare finalmente un indirizzo chiaro e organico in materia, all’atto pratico tutto risulta ancora fermo. In particolare, non è chiaro ancora quale sia la strada che il nuovo esecutivo intende seguire per attuare i provvedimenti inseriti nella SEN o per eventualmente modificarne o integrarne i contenuti.
Osserviamo inoltre con un certo rammarico come il dibattito economico e tecnico-scientifico sulla questione energetica sia in queste 24 mesi drammaticamente uscito di scena, confinandosi negli ambienti specializzati e lasciando all’associazionismo ambientalista il quasi totale monopolio delle operazioni di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Il Comitato Nucleare e Ragione, promotore dell’appello per la Conferenza Nazionale sull’Energia non cesserà di battersi affinchè la comunità scientifica italiana recuperi il proprio ruolo da protagonista nella promozione di una corretta ed equilibrata informazione sulle tematiche energetiche.





Delegazione del Comitato Nucleare e Ragione incontra il Ministro dell’Ambiente Orlando

7 05 2013

I promotori dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia hanno consegnato al Ministro il documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia”

Trieste, 4 maggio 2013 – La conferenza stampa del Presidente Serracchiani e del Ministro Orlando al Palazzo della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia.

Ha avuto luogo lo scorso 4 maggio, a margine della visita a Trieste del Ministro dell’Ambiente della tutela del Territorio e del Mare, on. Andrea Orlando, una conferenza stampa sui temi ambientali ed energetici di immediato interesse per la regione. Alla conferenza stampa è intervenuta anche la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. Per il Comitato Nucleare e Ragione erano presenti il Presidente, Pierluigi Totaro ed Enrico Brandmayr, membro del Consiglio Direttivo.

Per quanto concerne il tema energetico, il ministro Orlando ha ribadito il no ai progetti di impianti rigassificatori nel golfo di Trieste, in quanto incompatibili con lo sviluppo delle attività portuali.  Fermo il diniego anche ad un impianto di rigassificazione in acque territoriali slovene, espresso dalla Presidente Serracchiani, che ha pure ribadito la contrarietà del governo regionale ad ogni ipotesi di partecipazione del Friuli Venezia Giulia al raddoppio della centrale nucleare di Krsko (Slovenia).


Sempre in merito alla questione dei progetti di realizzazione di un rigassificatore in Alto Adriatico, il ministro Orlando e la Presidente Serracchiani hanno convenuto sulla necessità di avviare un percorso di riflessione e di approfondimento, che coinvolga anche i partner internazionali, con l’obiettivo di conciliare gli obiettivi strategici di approvigionamento energetico nazionali con le esigenze di rilancio produttivo delle area.

Se dunque tali dichiarazioni sono volte a rassicurare ulteriormente la popolazione locale, che aveva mal digerito l’imposizione di un progetto rivelatosi lacunoso e poco trasparente, tanto da convincere anche le forze politiche inizialmente favorevoli ad una precipitosa marcia indietro, resta tuttavia tutto da delineare il futuro energetico della regione e dell’Italia, che di un piano lungimirante e strategico ha imprescindibile necessità, anche al fine di allineare il costo dell’energia ai prezzi europei, vera palla al piede per la già soffocata economia italiana.Centrale-di-Krsko
A tal proposito, la delegazione del Comitato Nucleare e Ragione ha espressamente chiesto al ministro Orlando quale sia la sua posizione riguardo alla convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia, forte anche della recente approvazione da parte del Consiglio Comunale di Trieste di una mozione a sostegno della conferenza stessa. A riguardo il ministro Orlando ha dichiarato che il Governo, preso atto della Strategia Energetica Nazionale elaborata dal precedente esecutivo, nei prossimi mesi si farà carico di valutare gli strumenti idonei, nonché gli interlocutori da coinvolgere, per passare alla definizione del Piano Energetico vero e proprio.

Al termine della conferenza stampa, dopo un rapido scambio di battute, Pierluigi Totaro ha consegnato al ministro Orlando ed alla Presidente Serracchiani il documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia” redatto lo scorso ottobre a supporto dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale, cui hanno aderito oltre 500 tra cittadini ed associazioni scientifiche, ambientaliste e di categoria.
Entrambi gli esponenti istituzionali hanno espresso il loro interesse per l’iniziativa ed una sostanziale apertura ad un futuro confronto.





Nasce il Governo Letta: quali politiche energetiche?

1 05 2013

L’inedito spirito di collaborazione tra i principali schieramenti, con il quale è nato il governo Letta, potrebbe rappresentare, se mantenuto,  senza dubbio un positivo cambio di rotta rispetto al clima di scontro e veti incrociati ai quali ci eravamo abituati negli ultimi anni. Questo rinnovato senso di responsabilità e di apertura al confronto può rappresentare il preludio per un fase politica più distesa, nella quale affrontare e risolvere in maniera quanto più largamente condivisa le numerose questioni che da decenni soffocano il nostro Paese, impedendone il rilancio economico e rappresentando uno dei principali freni per l’uscita dalla crisi: tra queste, la questione energetica è una delle più spinose, in quanto maggiormente soggetta a contrapposizioni ideologiche anche molto feroci ed interessi economici contrapposti.

Camera Deputati, fiducia governo Letta
Riportiamo qui di seguito un estratto del discorso programmatico dell Presidente del Consiglio dei Ministri, nel quale viene menzionato l’indirizzo politico in materia energetica del nuovo governo:

<<Per rilanciare il futuro industriale del Paese, bisogna scommettere sullo spirito imprenditoriale e innovare e investire in ricerca e sviluppo. Per questo intendiamo lanciare un grande piano pluriennale per l’innovazione e la ricerca, finanziato tramite project bonds. La ricerca italiana può e deve rinascere nei nuovi settori di sviluppo, come ad esempio l’agenda digitale, lo sviluppo verde, le nanotecnologie, l’aerospaziale, il biomedicale. Si tratta di fare una politica industriale moderna, che valorizzi i grandi attori ma anche e soprattutto le piccole e medie imprese che sono e rimarranno il vero motore dello sviluppo italiano. Oltre all’alta tecnologia bisogna investire su ambiente ed energia. Le nuove tecnologie – fonti rinnovabili ed efficienza energetica – vanno maggiormente integrate nel contesto esistente, migliorando la selettività degli strumenti esistenti di incentivazione, in un’ottica organica con visione di medio e lungo periodo. Sempre con riguardo ai settori energetici, va completato il processo di integrazione con i mercati geografici dei Paesi europei confinanti. Questo implica, per l’energia elettrica, il completamento del cosiddetto market coupling e, per il gas, il completo riallineamento dei nostri prezzi con quelli europei e la trasformazione del nostro Paese in un hub. E’ chiaro che episodi come quello dell’ILVA di Taranto non sono più tollerabili.>>

Pur non facendone menzione, molti dei punti sollevati dal presidente Letta, come ad esempio la razionalizzazione dei meccanismi di incentivazione delle fonti rinnovabili o la trasformazione del nostro Paese in  un hub energetico nel settore del gas, si inseriscono nel percorso già tracciato nella Strategia Energetica Nazionale elaborata dal precedente governo e frettolosamente mutata in legge tramite un decreto interministeriale poche settimane prima del passaggio di consegne.

Tuttavia, come prevedibile, i dettagli specifici dei futuri provvedimenti , così come la definizione della modalità con cui il nuovo governo intende dare attuazione alle proprie politiche energetiche nel breve e nel medio periodo, non vengono chiariti nel discorso programmatico del nuovo Presidente del Consiglio. A questo proposito, siamo fiduciosi che il governo vorrà affrontare la questione con la garanzia della trasparenza e del coinvolgimento della società civile, in particolare la comunità tecnico-scientifica italiana.
Auspichiamo perciò che i ministri Zanonato (Sviluppo Economico), Orlando (Ambiente) e Lupi (Infrastrutture e Trasporti), che presto interpelleremo, prendano in considerazione la nostra proposta di convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia, affinché la questione energetica trovi piena e definitiva soluzione mediante un approccio razionale e basato su attente valutazioni costi-benefici.  A sostegno di questa proposta ci faremo carico di rilanciare presso il nuovo governo  e tutte le forze politiche rappresentate in parlamento il nostro appello, lanciato lo scorso ottobre, e sottoscritto da più di 500 cittadini, tra cui numerose personalità del mondo economico, scientifico ed accademico.





MA DI QUALE CONFERENZA SULL’ENERGIA STIAMO PARLANDO?

28 03 2013

Alcuni doverosi chiarimenti a seguito dell’incontro del 26 marzo tra l’onorevole Bersani e alcune associazioni ambientaliste italiane.

ambientalisti

Lo scorso 26 marzo l’onorevole Pierluigi Bersani, ottenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un mandato esplorativo per la formazione del nuovo Governo, ha ricevuto a Montecitorio alcune tra le maggiori associazioni ambientaliste del nostro paese (Club alpino italiano, Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF) . Nell’ambito di questo incontro, tali associazioni hanno presentato un sintetico documento contenente alcune proposte, suddivise in 10 punti, per una “riconversione” ecologica del Paese.

Riportiamo il primo di questi punti, intitolato ENERGIA E CLIMA:

<<Confermare misure immediatamente applicabili quali gli sgravi del 55% per l’efficienza energetica degli edifici, ma nel contempo definire anche il quadro complessivo di intervento attraverso la convocazione di una conferenza energetica nazionale che veda la partecipazione delle organizzazioni non governative e abbia  come obiettivo la revisione della Strategia Energetica Nazionale, approvata recentemente con decreto interministeriale. 25marzo2013_delegazione ambientalista all'uscita dall'incontro con Bersani_fotoUmbertoBattaglia_400Revisione basata su due assi di intervento/obiettivi: 1. l’Obiettivo del 100% Rinnovabili al 2050 definendo una strategie di transizione che porti all’abbandono progressivo delle centrali alimentate con combustibili fossili,  procedendo subito a non costruire nuove centrali a carbone ed ad olio combustibile e rinunciando a al piano di trivellazioni petrolifere off shore; 2. la definizione di una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse per i settori di produzione dell’energia elettrica, dei trasporti, dell’industria e dei servizi che sostengano  la Green Economy>>

Ci rallegriamo nel notare come la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia, da noi caldeggiata, sia finalmente entrata nell’agenda di proposte dell’associazionismo ambientalista italiano. Tuttavia, riteniamo assolutamente doveroso formulare le seguenti precisazioni:

1) La proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia è stata lanciata in queste pagine lo scorso ottobre 2012, nell’ambito della consultazione pubblica avviata dal Governo Monti sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN). Tale proposta, nonosante sia stata a più riprese portata all’attenzione dell’opinione pubblica, dei mass media e delle stesse associazioni ambientaliste, è stata da queste ultime massimamente ignorata e trattata con assordante silenzio, ad eccezione di FareAmbiente (tra l’altro esclusa dal giro di consultazioni dell’on. Bersani) e di due sezioni locali , rispettivamente di Legambiente e di Verdi Ambiente e Società.

2) Ad esclusione degli oltre 500 sottoscrittori dell’appello riportato in questo sito, e di due associazioni scientifiche firmatarie dell’appello stesso, nessun’altro commento alla SEN formalmente inviato al Ministero dello Sviluppo Economico faceva menzione della richiesta della Conferenza sull’Energia, men che meno da parte delle associazioni ambientaliste che ora chiedono a gran voce tale provvedimento (qui i documenti della Società Italiana di Fisica e dell’Associazione Galileo 2001, dove invece la richiesta è esplicitamente formulata: SIF, Galileo2001).

3) Siamo piacevolmente stupiti dal fatto che, a pochi mesi di distanza, la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia siacopyright divenuta il cavallo di battaglia degli ambientalisti italiani, anche se in assenza del giusto riconoscimento ai promotori, che con tenacia hanno portato avanti l’iniziativa e la campagna di sottoscrizioni in questo sito. Pur non pretendendo il copyright di un’iniziativa messa in atto nell’esclusivo interesse del Paese, e di cui peraltro si discute, a fasi alterne, da decenni,  è innegabile che un riferimento alla nostra campagna di sensibilizzazione, e, perché no, l’adesione alla stessa (qualora le vere finalità fossero condivise), sarebbero stati auspicabili.

4) Nel comunicato delle associazioni ambientaliste in questione, si dichiara che i 10 punti portati all’attenzione dell’on. Bersani rappresentanto <<alcune delle principali priorità (…)tra le 80 proposte e 12 filoni tematici che sono stati illustrati nel Documento pre-elettorale “Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Paese>>. Sembra si lasci intendere che il documento consegnato a Bersani sia una sintesi degli elementi più qualificanti delle proposte a suo tempo avanzate, nel corso della campagna elettorale. Tuttavia, nella citata Agenda, inutile a dirlo, della Conferenza Nazionale sull’Energia non vi è traccia.

5) Un’osservazione conclusiva, e di cruciale importanza per interpretare la proposta specifica delle associazioni ambientaliste: a quanto pare, oltre alla richiesta della conferenza, vengono anticipate anche le ricette specifiche per risolvere la questione energetica italiana, tra cui: obiettivo del 100% di rinnovabili al 2050, stop alle centrali alimentate con combustibili fossili, rinuncia al piano di trivellazioni petrolifere off shore, ecc.
Ci chiediamo a questo punto: quale sarebbe, in quest’ottica la funzione e l’utilità di una Conferenza sull’Energia, se tutto quello su cui si dovrebbe discutere è già stato aprioristicamente sentenziato? Quale spazio vi sarebbe per il confronto, le valutazioni scientifiche e le analisi costi/benefici? Quale credibilità avrebbe un consesso di esperti, costretto ad elaborare delle soluzioni sulla base di un percorso già ideologicamente tracciato?

La conclusione a cui giungiamo, con queste ultime riflessioni, è che la proposta ambientalista di Conferenza Nazionale sull’Energia in comune con la nostra porta solo il nome.
Pertanto non possiamo che dire: <<diffidate dalle imitazioni!>>