Strategie Energetiche e Titolo V della Costituzione

22 11 2016

La riforma costituzionale che sarà soggetta il prossimo 4 dicembre a consultazione referendaria prevede, tra le tante cose, anche una sostanziale modifica del Titolo V della Costituzione, ovvero del riparto delle competenze tra Stato e Regioni.
La Legge n.3 del 18 ottobre 2001 introdusse nella carta costituzionale una classificazione delle materie legislative, definendo tre categorie: le materie di competenza esclusiva dello Stato; le materie a legislazione concorrente tra Stato e Regione; tutte le materie non espressamente nominate nelle due categorie precedenti, la cui potestà legislativa spettava alle Regioni.
E’ da rilevare come il concetto di legislazione concorrente sia stato da più parti criticato per la sua ambiguità applicativa, che ha causato negli anni una certa disomogeneità normativa tra le diverse realtà regionali, nonché un aumento consistente di contenziosi tra Stato e Regioni presso la Corte Costituzionale.
La riforma del 2016 prevede l’eliminazione deIla legislazione concorrente e una redistribuzione esplicita e meno equivoca delle prerogative tra Stato centrale e Regioni. In particolare, tra gli ambiti che ritornano di esclusiva pertinenza statale vi sono le attività economiche strategicamente rilevanti, come la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia.
Su questo aspetto, a nostro avviso l’esito del referendum dovrebbe segnare comunque un punto di partenza per la definizione di una nuova strategia energetica nazionale, che da anni rivendichiamo su queste pagine promuovendo lo strumento della Conferenza Nazionale sull’Energia.

Ne riparleremo a bocce ferme, dopo il 4 dicembre. Per ora, ci limitiamo a suggerire ai nostri lettori la lettura di questo articolo di approfondimento sulla riforma del Titolo V. Segnaliamo inoltre che questa sera, alle ore 18:00, proprio su questo tema si confronteranno i principali rappresentanti di categoria del settore energetico italiano, in un convegno intitolato La Costituente dell’Energia, promosso dall’associazione “Ottimisti e Razionali”.

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Il camaleontismo di Michele Serra sull’uso e abuso dello strumento referendario.

20 10 2016

[La riforma costituzionale, su cui gli elettori italiani sono chiamati ad esprimersi con il referendum del 4 dicembre 2016, tocca tra le altre cose il tema fondante di questo spazio virtuale, ossia la questione energetica italiana, riaccentrandone le competenze. Torneremo sull’argomento. Nel frattempo proponiamo alcune riflessioni su di una particolare incongruenza che abbiamo colto a latere dell’animata discussione in atto.]

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Indro Montanelli soleva rimproverare agli Italiani il fatto di avere la memoria corta. Ed effettivamente questo tratto del carattere italico, forse forgiato da secoli di occupazioni straniere e malgoverno, pare aver fatto la fortuna di politici, giornalisti e truffatori di ogni risma, i quali si sentono sicuri nel dire tutto e il suo contrario senza mai pagare dazio.
Almeno così è stato sino all’avvento di internet. Ora laddove difetti la memoria, alcuni secondi di ricerca su Google sono sufficienti a smascherare i sepolcri imbiancati.
Che dire dunque di Michele Serra, che comodamente, dalla sua Amaca, ci ammonisce su quanto sia inopportuno chiedere alla casalinga di Voghera di esprimersi sulla riforma costituzionale?

“ci sono materie che competono gli esperti, e chiedere alla casalinga di Voghera e al barista di Trani di pronunciarsi sul bicameralismo imperfetto è puro sadismo (sì, sono un antireferendario e sempre lo fui)”

Michele Serra, 16 ottobre 2016

Una presa di posizione netta con cui in linea di principio, senza voler scendere nel merito del quesito referendario, si potrebbe facilmente concordare. Rincarata per altro dalla professione di fede antireferendaria (sì, sono un antireferendario e sempre lo fui). Peccato non sia vero.
Lo stesso Michele Serra infatti nel non lontano 2011 chiamava tutti al voto in occasione del referendum sul nucleare e sull’acqua pubblica, addirittura invitando a convincere gli incerti e gli indifferenti.

“Chiedete a tutti di andare a votare, discutere con gli incerti e con gli indifferenti, non vergognatevi di sentirvi propagandisti importuni, così come non mi vergogno di scrivere queste righe di smaccata propaganda politica. La posta è alta, il contenuto dei quesiti molto rilevante. Specie i due referendum sull’acqua chiedono di rimettere l’accento sulla dimensione pubblica della nostra convivenza. La politica è tornata. Dite a tutti di tornare alla politica.”

Michele Serra, 7 giugno 2011

In quell’occasione, il tentativo del Governo in carica (Berlusconi) di sottrarre un argomento delicato e strategico come il nucleare al voto della casalinga di Voghera veniva additato dal retore dell’Amaca come un goffo, spregevole trucco.

“Il goffo, spregevole trucco del governo per evitare il referendum sul nucleare, a rivederlo adesso dopo la sentenza della Cassazione, sembra esattamente quello che è: un goffo, spregevole trucco. “

Michele Serra, 3 giugno 2011

L’unico spregevole trucco è il tentativo di Michele Serra di costruire per sé una reputazione antireferendaria mai esistita. O dovremmo forse sottintendere un più subdolo (per quanto diffuso nei media italiani) disprezzo per il sapere scientifico, che, a differenza del nobile diritto costituzionale, sarebbe alla portata di tutti?

sino





Il Bosco coltivato ad Arte – 2^ edizione, focus biomasse

18 05 2016

COMUNICATO STAMPA

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Energie per l’Italia del Futuro” ed “Ekoclub Ravenna” anche quest’anno partecipano al festival tecnico scientificoFare i conti con l’ambiente”, ed hanno organizzato il Workshop M previsto in programma venerdì prossimo, 20 maggio 2016.

Siamo alla seconda tappa di un percorso studiato per affrontare questioni ambientali ed energetiche con uno spirito rinnovato.
Partendo dalla constatazione che l’ambiente che ci circonda, in special modo qui in Italia, è antropizzato anche nei suoi aspetti più “naturali” (seppure in modo impercettibile per uno sguardo distratto), abbiamo cercato di inserire tali tematiche in un contesto più ampio, che non trascuri aspetti culturali inscindibili dall’attività dell’Uomo.
Nell’edizione di quest’anno “Il Bosco coltivato ad Arte” è l’occasione per unire diversi punti di uno scenario che comprende lo stato di salute delle nostre foreste, le emissioni di gas climalteranti, il ciclo del carbonio, l’utilizzo del suolo e delle nuove e vecchie forme di bio-energie. Filo conduttore è ovviamente l’anidride carbonica, la principale tra le emissioni provenienti dall’attività dall’Uomo, ma anche, tramite il processo di fotosintesi, il mattone più essenziale della vita sulla Terra.

Ne parliamo con

Luigi Mariani, Agronomo dell’Università degli Studi di Milano – Disaa, che ci accompagnerà a cogliere l’essenza di questo composto chimico sempre più oggetto di una cattiva fama;

Luana Gasparini, Responsabile Sistema di Gestione Ambientale del Comune di Ravenna, che ci spiegherà come sia possibile e quanto sia importante avvicinare le giovani generazioni all’ambiente “naturale” che stanno per ereditare;

Pierluigi Totaro, Fisico nucleare, che ci farà riflettere sui “costi nascosti” delle biomasse (una fonte di energia rinnovabile alquanto discussa) analizzando l’intero ciclo di produzione e trasformazione “dalla culla alla tomba”;

Paolo Errani, Fisico professionista, che cercherà di illustrarci come lo sviluppo della tecno-scienza potrebbe incontrare nel ciclo del carbonio un valido alleato per un progresso del benessere materiale davvero sostenibile.

Vi aspettiamo numerosi.

 





La posizione del Comitato Nucleare e Ragione sul referendum No-Triv

16 03 2016

Riportiamo il contributo del Comitato Nucleare e Ragione e l’iniziativa, nell’ambito del Referendum del 17 aprile, a sostegno della proposta di Conferenza Nazionale sull’Energia.

Nucleare e Ragione

Le ragioni del SI sono deboli, ma soprattutto il referendum è lo strumento sbagliato per indirizzare le scelte di politica energetica, che meriterebbero ben altra attenzione. La politica smetta di essere miope, guardi oltre il proprio naso e si convochi una Conferenza Nazionale sull’Energia che dia frutti duraturi in un quadro condiviso.

Il prossimo 17 aprile i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su un singolo quesito referendario, popolarmente noto come “referendum anti trivelle” o “No-Triv”. Il quesito, proposto lo scorso autunno da 10 consigli regionali, testualmente recita:

“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata…

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Politica energetica cercasi

10 03 2016

Uno studioso di analisi delle politiche pubbliche che volesse indagare le decisioni assunte dalle istituzioni italiane rispetto alla politica energetica non saprebbe da dove iniziare. Oppure finirebbe molto presto il suo lavoro.

Il Comitato Nucleare e Ragione nacque nell’aprile del 2011 nelle settimane immediatamente successive all’incidente di Fukushima con l’intento di contribuire a promuovere un’informazione scientifica e razionalmente fondata su quanto stava accadendo in quei giorni. Tra il 2012 e il 2013 il medesimo Comitato ha promosso un appello al Ministero dello Sviluppo economico volto a chiedere un “piano energetico nazionale corredato da un’adeguata analisi costi-benefici individuando e quantificando le linee di investimento in termini di realizzazione degli impianti e della rete distributiva, di sviluppo di nuove tecnologie, di smaltimento delle scorie e dei rifiuti e di compensazioni territoriali”.

Si trattava in sostanza di delineare “sempre su basi scientifiche oggettive e coerentemente agli obiettivi fissati dal piano energetico, linee di intervento prioritarie nel campo della ricerca e dell’innovazione, per garantire l’attuabilità del piano nel lungo periodo”.

L’Italia presenta un altissimo livello di dipendenza energetica dall’estero e non si è mai interrogata seriamente su quale strategia energetica perseguire. Premesso che, a meno di non sostenere la ormai nota teoria della decrescita felice, è necessario garantire al Paese un adeguato approvvigionamento energetico, non ci si é mai occupati razionalmente e scientificamente di rispondere alle seguenti domande:  come possiamo ridurre la dipendenza energetica dall’estero? Quali fonti di energia promettono di essere più convenienti sul lungo termine sulla basea di una rigorosa analisi costi/benefici? Come possiamo diversificare le fonti di energia? Che atteggiamento assumere verso la ricerca e l’uso del nucleare civile?

Ora, il 17 aprile dovrebbe tenersi un referendum promosso da 9 consigli regionali contenente il seguente quesito: “volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Tale referendum riguarda le attività estrattive già in atto entro 12 miglia dalla coste, ossia una serie di giacimenti che si trovano lungo l’Adriatico, nello Ionio e nel Canale di Sicilia, di proprietà di società quali Eni, Edison e Shell Italia.

Nuovamente, come già accaduto in passato, si chiederà agli elettori di esprimersi su un tema prescindendo da ogni approfondimento scientifico e razionale dello stesso, in assenza di qualsivoglia strategia nazionale. Dopo aver bocciato, sempre tramite referendum e sull’onda emotiva di un incidente (effetto di un maremoto di proporzioni inusitate, anche per il Paese più sismico del Mondo), anche la sola possibilità di prendere in considerazione un ritorno della produzione energetica nucleare in Italia, si discute se interrompere allo scadere delle concessioni le estrazioni di idrocarburi in una determinata fascia marina.

Non preoccupa affatto, pare, che continuiamo a comprare nucleare dalla Francia, gas dalla Russia, e petrolio da Ppaesi a grandissimo rischio di instabilità. Non si tiene conto di alcuna valutazione scientifica sull’effettiva possibilità di puntare esclusivamente sulle fonti rinnovabili. Nuovamente urge affermare l’esigenza che determinate politiche pubbliche non siano lasciate in preda a decisioni emotive prese a scopo elettoralistico, bensì frutto del lavoro di una conferenza nazionale, composta da scienziati, esperti, associazioni ed altri soggetti interessati ancora, atta a redigere un piano energetico nazionale.
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Le scorie dell’energia

15 01 2016

Segnaliamo questa interessante conferenza, che si terrà a Trieste il 20 gennaio.

Nucleare e Ragione

Segnaliamo che mercoledì 20 gennaio, alle ore 17:00, avrà luogo a Trieste una conferenza dal titolo:
 “Le scorie dell’energia. Come chiudere il ciclo di una fonte?
Luogo: aula magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, in via Filzi 14 a Trieste.
Relatore: dott. Pierluigi Totaro (Comitato Nucleare e Ragione).
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L’evento fa parte di un ciclo di conferenze intitolato “Energia, società e ambiente. Tra passato, presente e futuro“, promosso dai Dipartimenti di Studi Umanistici e di Fisica dell’Università di Trieste, da Sissa Medialab, Elettra-Sincrotrone, Ceric-Eric, Comitato Nucleare e Ragione, Nuclear Italy Research Group.

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Memorandum COP21

1 12 2015

Nucleare e Ragione

[Italia sulla via di Parigi]

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Prende il via oggi a Parigi l’atteso Summit sul Clima, ovvero la XXI Conferenza delle Parti dell’UNFCC (COP21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
C’è fermento attorno a questo evento e il confronto tra i rappresentanti delle diverse nazioni partecipanti si annuncia molto acceso. Per meglio orientare i nostri lettori sulle tematiche che verranno affrontate, proponiamo un promemoria sullo stato dell’arte della lotta globale ai cambiamenti climatici.
Ci soffermeremo in particolare sul settore energetico: sarà questo senza dubbio il campo di battaglia della conferenza di Parigi, poichè è proprio dai consumi energetici che deriva la maggior parte delle emissioni antropiche di gas serra (in Italia, nel 2013, l’incidenza è di oltre il 75%).
In questo primo articolo di approfondimento ci concentriamo sul panorama energetico italiano, fornendo una fotografia dettagliata della situazione attuale, inquadrata nell’evoluzione storica degli ultimi cinquant’anni; nei prossimi articoli analizzeremo…

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