MA DI QUALE CONFERENZA SULL’ENERGIA STIAMO PARLANDO?

28 03 2013

Alcuni doverosi chiarimenti a seguito dell’incontro del 26 marzo tra l’onorevole Bersani e alcune associazioni ambientaliste italiane.

ambientalisti

Lo scorso 26 marzo l’onorevole Pierluigi Bersani, ottenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un mandato esplorativo per la formazione del nuovo Governo, ha ricevuto a Montecitorio alcune tra le maggiori associazioni ambientaliste del nostro paese (Club alpino italiano, Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF) . Nell’ambito di questo incontro, tali associazioni hanno presentato un sintetico documento contenente alcune proposte, suddivise in 10 punti, per una “riconversione” ecologica del Paese.

Riportiamo il primo di questi punti, intitolato ENERGIA E CLIMA:

<<Confermare misure immediatamente applicabili quali gli sgravi del 55% per l’efficienza energetica degli edifici, ma nel contempo definire anche il quadro complessivo di intervento attraverso la convocazione di una conferenza energetica nazionale che veda la partecipazione delle organizzazioni non governative e abbia  come obiettivo la revisione della Strategia Energetica Nazionale, approvata recentemente con decreto interministeriale. 25marzo2013_delegazione ambientalista all'uscita dall'incontro con Bersani_fotoUmbertoBattaglia_400Revisione basata su due assi di intervento/obiettivi: 1. l’Obiettivo del 100% Rinnovabili al 2050 definendo una strategie di transizione che porti all’abbandono progressivo delle centrali alimentate con combustibili fossili,  procedendo subito a non costruire nuove centrali a carbone ed ad olio combustibile e rinunciando a al piano di trivellazioni petrolifere off shore; 2. la definizione di una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse per i settori di produzione dell’energia elettrica, dei trasporti, dell’industria e dei servizi che sostengano  la Green Economy>>

Ci rallegriamo nel notare come la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia, da noi caldeggiata, sia finalmente entrata nell’agenda di proposte dell’associazionismo ambientalista italiano. Tuttavia, riteniamo assolutamente doveroso formulare le seguenti precisazioni:

1) La proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia è stata lanciata in queste pagine lo scorso ottobre 2012, nell’ambito della consultazione pubblica avviata dal Governo Monti sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN). Tale proposta, nonosante sia stata a più riprese portata all’attenzione dell’opinione pubblica, dei mass media e delle stesse associazioni ambientaliste, è stata da queste ultime massimamente ignorata e trattata con assordante silenzio, ad eccezione di FareAmbiente (tra l’altro esclusa dal giro di consultazioni dell’on. Bersani) e di due sezioni locali , rispettivamente di Legambiente e di Verdi Ambiente e Società.

2) Ad esclusione degli oltre 500 sottoscrittori dell’appello riportato in questo sito, e di due associazioni scientifiche firmatarie dell’appello stesso, nessun’altro commento alla SEN formalmente inviato al Ministero dello Sviluppo Economico faceva menzione della richiesta della Conferenza sull’Energia, men che meno da parte delle associazioni ambientaliste che ora chiedono a gran voce tale provvedimento (qui i documenti della Società Italiana di Fisica e dell’Associazione Galileo 2001, dove invece la richiesta è esplicitamente formulata: SIF, Galileo2001).

3) Siamo piacevolmente stupiti dal fatto che, a pochi mesi di distanza, la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia siacopyright divenuta il cavallo di battaglia degli ambientalisti italiani, anche se in assenza del giusto riconoscimento ai promotori, che con tenacia hanno portato avanti l’iniziativa e la campagna di sottoscrizioni in questo sito. Pur non pretendendo il copyright di un’iniziativa messa in atto nell’esclusivo interesse del Paese, e di cui peraltro si discute, a fasi alterne, da decenni,  è innegabile che un riferimento alla nostra campagna di sensibilizzazione, e, perché no, l’adesione alla stessa (qualora le vere finalità fossero condivise), sarebbero stati auspicabili.

4) Nel comunicato delle associazioni ambientaliste in questione, si dichiara che i 10 punti portati all’attenzione dell’on. Bersani rappresentanto <<alcune delle principali priorità (…)tra le 80 proposte e 12 filoni tematici che sono stati illustrati nel Documento pre-elettorale “Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Paese>>. Sembra si lasci intendere che il documento consegnato a Bersani sia una sintesi degli elementi più qualificanti delle proposte a suo tempo avanzate, nel corso della campagna elettorale. Tuttavia, nella citata Agenda, inutile a dirlo, della Conferenza Nazionale sull’Energia non vi è traccia.

5) Un’osservazione conclusiva, e di cruciale importanza per interpretare la proposta specifica delle associazioni ambientaliste: a quanto pare, oltre alla richiesta della conferenza, vengono anticipate anche le ricette specifiche per risolvere la questione energetica italiana, tra cui: obiettivo del 100% di rinnovabili al 2050, stop alle centrali alimentate con combustibili fossili, rinuncia al piano di trivellazioni petrolifere off shore, ecc.
Ci chiediamo a questo punto: quale sarebbe, in quest’ottica la funzione e l’utilità di una Conferenza sull’Energia, se tutto quello su cui si dovrebbe discutere è già stato aprioristicamente sentenziato? Quale spazio vi sarebbe per il confronto, le valutazioni scientifiche e le analisi costi/benefici? Quale credibilità avrebbe un consesso di esperti, costretto ad elaborare delle soluzioni sulla base di un percorso già ideologicamente tracciato?

La conclusione a cui giungiamo, con queste ultime riflessioni, è che la proposta ambientalista di Conferenza Nazionale sull’Energia in comune con la nostra porta solo il nome.
Pertanto non possiamo che dire: <<diffidate dalle imitazioni!>>





Elezioni politiche 2013: le 7 domande sull’Energia ai candidati premier.

21 01 2013

Il Comitato Nucleare e Ragione, in continuità con quanto riportato nel documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia“, ha predisposto 7 quesiti sulle tematiche energetiche, rivolgendoli ai candidati premier alla Elezioni Politiche 2013.
Prossimamente pubblicheremo su questa pagina le risposte dei leader politici.

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1. I provvedimenti nazionali in materia energetica, negli ultimi anni, hanno riguardato quasi unicamente i meccanismi di incentivazione all’utilizzo delle fonti rinnovabili e gli interventi in materia di riqualificazione edilizia finalizzata all’efficienza energetica.
Carente è stato invece l’intervento del legislatore sul sistema di approvvigionamento dei combustibili fossili (gas, petrolio, carbone), che ancora largamente incidono sul fabbisogno energetico del Paese. Quali azioni ritiene urgenti e inderogabili in questo ambito?

2. La Corte dei Conti Europea ha di recente rimproverato all’Italia una gestione poco attenta degli incentivi all’efficienza energetica, spesso utilizzati, anche dal pubblico, per meri interventi di restauro edilizio o per interventi energetici con tempi di ritorno dell’investimento fino a 400 anni. Qual è la sua proposta per disciplinare l’uso di questi fondi al fine di renderlo più aderente allo scopo originario?

3. L’incremento delle tariffe del gas per uso domestico dal 2010 ad oggi è stato quattro volte superiore all’inflazione (fonte AEEG), e le bollette per le famiglie italiane continuano ad aumentare. Neppure la separazione di Snam Rete Gas da Eni sembra poter incidere sui costi per il consumatore, rispondendo a tutt’altre logiche. Ferma restando la necessità di un Piano Energetico di lungo termine che riduca la dipendenza dal gas, quali sono i provvedimenti secondo lei attuabili nel breve-medio termine al fine di ridurre i costi per i consumatori?

4. L’Italia è il secondo Paese in Europa per peso delle accise sul prezzo dei carburanti per autotrazione (fonte Eurostat). A questo si aggiungono una rete distributiva inadeguata e scarsamente concorrenziale e i recenti aumenti dell’IVA. Quali provvedimenti intende prendere in questo campo?

5. Il sistema elettrico italiano, nonostante il recente considerevole aumento della componente prodotta da fonti rinnovabili abbia permesso di raggiungere con largo anticipo gli obiettivi europei per il 2020, manifesta numerose anomalie rispetto al contesto comunitario, come la marcata dipendenza dall’utilizzo del gas naturale (superiore al 50%) o l’importazione netta di corrente elettrica, pari al 15% dell’intero fabbisogno. Quali interventi ritiene che il governo debba adottare per adeguare il mix energetico per la produzione elettrica e contribuire in questo modo alla riduzione del costo per i cittadini?

6. Negli ultimi decenni, numerosi interventi infrastrutturali ritenuti strategici per l’adeguamento del sistema energetico italiano non sono stati realizzati, anche a causa di carenze del quadro legislativo, incertezze negli iter di approvazione e conflitti di competenze tra governo centrale ed amministrazioni locali. Inoltre non sono mancate le resistenze delle popolazioni interessate, per la percezione, spesso legittima, dell’inutilità o addirittura dannosità di determinati interventi sul territorio. Quale strumento ritiene funzionale a garantire una pianificazione seria degli interventi ed una loro rapida attuazione, che garantisca al contempo alle popolazioni interessate di venire coinvolte nel processo decisionale?

7. Ritiene che lo strumento della Conferenza Nazionale sull’Energia, convocata dai ministeri competenti e composta da autorevoli e riconosciuti esperti del settore (tecnici, scienziati ed economisti) con il coinvolgimento delle istituzioni e delle amministrazioni locali, possa essere adeguato ad individuare, con l’imperativo della trasparenza e dell’oggettività, dei chiari indirizzi strategici in materia energetica, che abbiano carattere vincolante per il legislatore?