Strategia Energetica Nazionale: i nostri commenti – Parte 1

11 09 2017

Lo scorso 12 giugno è stata avviata una consultazione pubblica sulla nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN).
Abbiamo partecipato alla consultazione e a partire da oggi pubblichiamo il nostro contributo, suddiviso in capitoli per comodità di lettura.
(per scaricare il report completo, cliccare qui)

 

ENERGIE PER L’ITALIA DEL FUTURO

Contributo alla consultazione pubblica sulla Strategia Energetica Nazionale 2017

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Prefazione

Siamo un gruppo di cittadini che credono nel futuro dell’Italia e nel dovere ormai non più differibile di compiere scelte coraggiose e lungimiranti, che consegnino alle nuove generazioni  un Paese moderno, competitivo e finalmente proiettato nel Terzo Millennio.

Nel 2012 sostenemmo un appello [1], in favore della convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia, affinché l’elaborazione di una nuova strategia energetica avvenisse in un contesto trasparente e partecipato, con il contributo tecnico e il confronto tra personalità, enti ed istituzioni scientifiche ed economiche riconosciute a livello nazionale ed internazionale.  Tale appello rimase inascoltato, nonostante fosse stato portato all’attenzione dell’allora Ministro dello Sviluppo Economico Passera, nell’ambito della consultazione pubblica sulla Strategia Energetica del Governo Monti, e in un secondo momento fatto oggetto di un’interrogazione parlamentare, di cui dopo quattro anni non è ancora giunta risposta [2].

Oggi siamo qui, a proporre come allora la convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia, e ad offrire le nostre considerazioni ed osservazioni, nel metodo e nel merito, relativamente alla nuova Strategia Energetica presentata in data 13 giugno 2017 dai Ministri Calenda e Galletti.

 

1 Una questione di metodo: governance energetica

  • Riconosciamo il merito dell’attuale Governo di voler perseguire l’obiettivo di definizione di una nuova Strategia Energetica attraverso un processo trasparente che coinvolga non solo gli organi istituzionali competenti, ma anche le imprese operanti nel settore, le società concessionarie, gli esperti, le associazioni di categoria, nonché i singoli cittadini. Tuttavia, la strada intrapresa ㅡ ed in particolare lo strumento della consultazione pubblica con cui la Strategia viene proposta e sottoposta ad analisi ㅡ si poggia a nostro parere sugli stessi elementi di debolezza che, di fatto, hanno determinato il fallimento della Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2013.
  • La SEN 2013, nonostante fosse stata formalmente approvata con un decreto interministeriale e successivamente pubblicata in Gazzetta Ufficiale [3], è rimasta sostanzialmente inapplicata. Il fatto che, a distanza di soli quattro anni, si sia resa necessaria l’elaborazione ex novo di un secondo documento ㅡ e non una semplice revisione o aggiornamento del precedente testo ㅡ evidenzia chiaramente l’insuccesso della prima iniziativa, soprattutto considerando il contesto di una strategia energetica nazionale, il cui orizzonte temporale di riferimento, per lo meno nell’impianto generale, dovrebbe avere un respiro come minimo ventennale, tale da “sopravvivere” alle logiche elettorali, ai cambi di legislatura e/o all’alternarsi di governi e maggioranze parlamentari. I continui mutamenti di rotta rappresentano il primo motivo di sfiducia da parte degli investitori.
  • Al fine di garantire un senso di continuità e coerenza nel percorso di raggiungimento degli obiettivi energetici siglati dall’Italia a livello internazionale, sarebbe doverosa un’analisi dei risultati parziali comunque raggiunti nei quattro anni di vigenza della SEN 2013, nonché una verifica di ciò che non è stato realizzato, stabilendone le cause e discutendone le possibili conseguenze. Tali valutazioni, opportunamente argomentate, dovrebbero costituire il punto di partenza della nuova SEN. Tuttavia, di queste valutazioni nel nuovo documento sottoposto a consultazione non vi è traccia.
  • In misura analoga, la SEN 2017 non fornisce giustificazioni in merito alla modifica e/o alla cancellazione di alcuni degli obiettivi contenuti nel documento precedente (e.g. il sostegno all’attività estrattiva di idrocarburi sul territorio italiano).
  • Nonostante le evidenze riportate nei punti precedenti suggeriscano la necessità di un cambiamento di rotta dal punto di vista metodologico prima ancora che dei contenuti, il percorso di elaborazione della SEN 2017 segue le orme della precedente: nel capitolo 3 del documento sottoposto a consultazione non si evidenziano proposte di cambiamenti significativi nell’iter di approvazione e di attuazione, tali da far sperare in un esito differente rispetto al documento del 2013.
  • In particolare, riteniamo che il processo di consultazione pubblica, pur consentendo ai cittadini ed ai portatori di interesse di offrire il proprio contributo e le proprie competenze nel processo di elaborazione degli indirizzi strategici, di fatto rappresenti un canale di comunicazione unilaterale, che non consente un confronto dialettico tra le parti e rende pertanto meno evidente il processo di convergenza dei diversi contributi.
  • Complessivamente, riteniamo che le argomentazioni a sostegno del percorso che dovrebbe portare all’approvazione della SEN 2017 e successivamente alla stesura del Piano Energia e Clima siano deboli ed insoddisfacenti. In particolare, appaiono in questo contesto poco chiari i criteri e le modalità con cui i Ministeri competenti metteranno in atto il processo di analisi e sintesi delle osservazioni pervenute durante la consultazione pubblica, nonché il loro eventuale recepimento attraverso correzioni, modifiche ed integrazioni al documento finale.
  • Sarebbe innanzitutto utile, anche in risposta alle esigenze di piena trasparenza espresse da più parti e rimarcate nello stesso documento, che il Governo rendesse liberamente accessibili tutti i contributi pervenuti nel corso della consultazione pubblica [4]. Potrebbe quindi venire convocato un tavolo tecnico allargato (e.g. la Conferenza Nazionale sull’Energia) nel quale discutere e condividere le proposte migliorative ed integrative, garantendo in questo modo un processo di sintesi il più possibile trasparente e condiviso.
  • Vaghe e fumose risultano essere anche le proposte di miglioramento della governance del settore energetico, che secondo il Governo dovrebbero facilitare il processo di attuazione delle misure strategiche contenute nella SEN, una volta approvata.  Prendendo atto della rinuncia alla modifica dell’articolo 117 della Costituzione ㅡ che avrebbe riportato in capo allo Stato le competenze in materia di energia ㅡ non è chiaro in che modo si intende dare centralità al ruolo delle Regioni nel processo decisionale, soprattutto per quanto riguarda la definizione, l’approvazione e la realizzazione delle infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale, di cui la nuova SEN si fa portatrice (e.g. potenziamento della rete elettrica, nuovi impianti di rigassificazione, gasdotti, centrali termoelettriche, stoccaggio di idrocarburi).
    Fermo restando la necessità di una maggiore cooperazione tra istituzioni regionali, nazionali ed internazionali, non comprendiamo quali siano i termini della proposta relativa all’istituzione della cosiddetta “cabina di regia” nominata a pagina 208 del documento, né comprendiamo in concreto quali siano gli strumenti di cui il Governo si vuole dotare per rafforzare il dialogo con le istituzioni locali e i cittadini, e il ruolo giocato in questo contesto dell’istituto dell’inchiesta pubblica nell’ambito delle procedure di VIA.
  • In definitiva, non risulta affatto chiaro quali siano gli attributi giuridici della Strategia Energetica in esame e dei suoi strumenti attuativi. Al di là delle buone intenzioni, espresse dai continui riferimenti alla necessità di un maggiore dialogo con le Regioni e un ampliamento della partecipazione dei cittadini al processo decisionale: chi deciderà cosa, quando e come?

[1] https://conferenzaenergia.wordpress.com/appello/testo/
[2] http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/00408&ramo=C&leg=17
[3] http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2013/03/27/73/sg/pdf
[4] Sarebbe stato opportuno rendere pubblici anche i risultati dell’analisi dei gruppi di lavoro verticali promossi dal Governo tra l’autunno 2016 e la primavera 2017, nonché i contributi delle associazioni ambientaliste, sindacali e di categoria coinvolte in fase preliminare, gli Atti dei 5 workshop tecnici, le audizioni delle Autorità indipendenti e dei rappresentanti regionali.

 continua …





Le sfide della decarbonizzazione

4 05 2017

Anche quest’anno “Energie per l’Italia del Futuro” e “Comitato Nucleare e Ragione” saranno presenti al festival scientifico “Fare i Conti con l’ambiente – Ravenna 2017“, ospiti di Labelab ed Ekoclub International.
Il workshop in programma, intitolato “Il Bosco coltivato ad Arte – Le Sfide della decarbonizzazione”, avrà luogo il 19 maggio presso il Palazzo Rasponi dalle Teste a Ravenna.
Per prenotazioni e informazioni: http://www.labelab.it/ravenna2017/events/workshop-r-il-bosco-coltivato-ad-arte-iii-edizione-le-sfide-della-decarbonizzazione/

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Il Bosco coltivato ad Arte – 2^ edizione, focus biomasse

18 05 2016

COMUNICATO STAMPA

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Energie per l’Italia del Futuro” ed “Ekoclub Ravenna” anche quest’anno partecipano al festival tecnico scientificoFare i conti con l’ambiente”, ed hanno organizzato il Workshop M previsto in programma venerdì prossimo, 20 maggio 2016.

Siamo alla seconda tappa di un percorso studiato per affrontare questioni ambientali ed energetiche con uno spirito rinnovato.
Partendo dalla constatazione che l’ambiente che ci circonda, in special modo qui in Italia, è antropizzato anche nei suoi aspetti più “naturali” (seppure in modo impercettibile per uno sguardo distratto), abbiamo cercato di inserire tali tematiche in un contesto più ampio, che non trascuri aspetti culturali inscindibili dall’attività dell’Uomo.
Nell’edizione di quest’anno “Il Bosco coltivato ad Arte” è l’occasione per unire diversi punti di uno scenario che comprende lo stato di salute delle nostre foreste, le emissioni di gas climalteranti, il ciclo del carbonio, l’utilizzo del suolo e delle nuove e vecchie forme di bio-energie. Filo conduttore è ovviamente l’anidride carbonica, la principale tra le emissioni provenienti dall’attività dall’Uomo, ma anche, tramite il processo di fotosintesi, il mattone più essenziale della vita sulla Terra.

Ne parliamo con

Luigi Mariani, Agronomo dell’Università degli Studi di Milano – Disaa, che ci accompagnerà a cogliere l’essenza di questo composto chimico sempre più oggetto di una cattiva fama;

Luana Gasparini, Responsabile Sistema di Gestione Ambientale del Comune di Ravenna, che ci spiegherà come sia possibile e quanto sia importante avvicinare le giovani generazioni all’ambiente “naturale” che stanno per ereditare;

Pierluigi Totaro, Fisico nucleare, che ci farà riflettere sui “costi nascosti” delle biomasse (una fonte di energia rinnovabile alquanto discussa) analizzando l’intero ciclo di produzione e trasformazione “dalla culla alla tomba”;

Paolo Errani, Fisico professionista, che cercherà di illustrarci come lo sviluppo della tecno-scienza potrebbe incontrare nel ciclo del carbonio un valido alleato per un progresso del benessere materiale davvero sostenibile.

Vi aspettiamo numerosi.

 





12/13 giugno 2011: a due anni dal referendum sul nucleare, l’Italia naviga ancora a vista.

12 06 2013

ImmagineA due anni dalla consultazione referendaria che ha sancito l’abbandono del programma per l’utilizzo dell’energia nucleare da fissione, sono ancora numerosi gli interrogativi e le questioni aperte relative alle strategie di approvvigionamento energetico dell’Italia. Nonostante il lodevole tentativo del governo Monti, dopo anni di tentennamenti, di dare finalmente un indirizzo chiaro e organico in materia, all’atto pratico tutto risulta ancora fermo. In particolare, non è chiaro ancora quale sia la strada che il nuovo esecutivo intende seguire per attuare i provvedimenti inseriti nella SEN o per eventualmente modificarne o integrarne i contenuti.
Osserviamo inoltre con un certo rammarico come il dibattito economico e tecnico-scientifico sulla questione energetica sia in queste 24 mesi drammaticamente uscito di scena, confinandosi negli ambienti specializzati e lasciando all’associazionismo ambientalista il quasi totale monopolio delle operazioni di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Il Comitato Nucleare e Ragione, promotore dell’appello per la Conferenza Nazionale sull’Energia non cesserà di battersi affinchè la comunità scientifica italiana recuperi il proprio ruolo da protagonista nella promozione di una corretta ed equilibrata informazione sulle tematiche energetiche.





Delegazione del Comitato Nucleare e Ragione incontra il Ministro dell’Ambiente Orlando

7 05 2013

I promotori dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia hanno consegnato al Ministro il documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia”

Trieste, 4 maggio 2013 – La conferenza stampa del Presidente Serracchiani e del Ministro Orlando al Palazzo della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia.

Ha avuto luogo lo scorso 4 maggio, a margine della visita a Trieste del Ministro dell’Ambiente della tutela del Territorio e del Mare, on. Andrea Orlando, una conferenza stampa sui temi ambientali ed energetici di immediato interesse per la regione. Alla conferenza stampa è intervenuta anche la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. Per il Comitato Nucleare e Ragione erano presenti il Presidente, Pierluigi Totaro ed Enrico Brandmayr, membro del Consiglio Direttivo.

Per quanto concerne il tema energetico, il ministro Orlando ha ribadito il no ai progetti di impianti rigassificatori nel golfo di Trieste, in quanto incompatibili con lo sviluppo delle attività portuali.  Fermo il diniego anche ad un impianto di rigassificazione in acque territoriali slovene, espresso dalla Presidente Serracchiani, che ha pure ribadito la contrarietà del governo regionale ad ogni ipotesi di partecipazione del Friuli Venezia Giulia al raddoppio della centrale nucleare di Krsko (Slovenia).


Sempre in merito alla questione dei progetti di realizzazione di un rigassificatore in Alto Adriatico, il ministro Orlando e la Presidente Serracchiani hanno convenuto sulla necessità di avviare un percorso di riflessione e di approfondimento, che coinvolga anche i partner internazionali, con l’obiettivo di conciliare gli obiettivi strategici di approvigionamento energetico nazionali con le esigenze di rilancio produttivo delle area.

Se dunque tali dichiarazioni sono volte a rassicurare ulteriormente la popolazione locale, che aveva mal digerito l’imposizione di un progetto rivelatosi lacunoso e poco trasparente, tanto da convincere anche le forze politiche inizialmente favorevoli ad una precipitosa marcia indietro, resta tuttavia tutto da delineare il futuro energetico della regione e dell’Italia, che di un piano lungimirante e strategico ha imprescindibile necessità, anche al fine di allineare il costo dell’energia ai prezzi europei, vera palla al piede per la già soffocata economia italiana.Centrale-di-Krsko
A tal proposito, la delegazione del Comitato Nucleare e Ragione ha espressamente chiesto al ministro Orlando quale sia la sua posizione riguardo alla convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia, forte anche della recente approvazione da parte del Consiglio Comunale di Trieste di una mozione a sostegno della conferenza stessa. A riguardo il ministro Orlando ha dichiarato che il Governo, preso atto della Strategia Energetica Nazionale elaborata dal precedente esecutivo, nei prossimi mesi si farà carico di valutare gli strumenti idonei, nonché gli interlocutori da coinvolgere, per passare alla definizione del Piano Energetico vero e proprio.

Al termine della conferenza stampa, dopo un rapido scambio di battute, Pierluigi Totaro ha consegnato al ministro Orlando ed alla Presidente Serracchiani il documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia” redatto lo scorso ottobre a supporto dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale, cui hanno aderito oltre 500 tra cittadini ed associazioni scientifiche, ambientaliste e di categoria.
Entrambi gli esponenti istituzionali hanno espresso il loro interesse per l’iniziativa ed una sostanziale apertura ad un futuro confronto.





COMUNICATO STAMPA

3 04 2013

Il Comune di Trieste fa propria la richiesta di convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia

Trieste

La mozione, caldeggiata dal Comitato Nucleare e Ragione, votata ieri in Consiglio Comunale all’unanimità dei presenti

Il Consiglio Comunale di Trieste ha approvato nella seduta di ieri, 2 aprile, con voto favorevole di tutti i presenti, una mozione che impegna il Sindaco di Trieste a chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia e ad offrire la città di Trieste quale sede istituzionale per la conferenza stessa, coinvolgendo le istituzioni scientifiche del capoluogo giuliano.

La mozione è stata presentata in Consiglio dal presidente della VI Commissione Permanente, dott. Ravalico, con la collaborazione fattiva dei consiglieri Bertoli (PDL) e Faraguna (PD).

I contenuti della mozione prendono avvio dal documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia” (reperibile all’indirizzo https://conferenzaenergia.wordpress.com/), redatto dal Comitato Nucleare e Ragione lo scorso autunno ed esposto alla VI Commissione del Comune di Trieste lo scorso 21 novembre.

Soddisfatto per l’unanime convergenza delle parti politiche sulla mozione il presidente del Comitato, Pierluigi Totaro, che nel ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per questa iniziativa al di là delle differenze partitiche, sottolinea come lo scopo della Conferenza Nazionale – ovvero la predisposizione di un piano energetico nazionale attento al rapporto costi benefici sui fronti economico ambientale e sociale, ottenuto con un metodo trasparente e con ampio coinvolgimento della realtà scientifica e delle istituzioni locali – abbia importanti risvolti anche sulla città di Trieste, recentemente fatta oggetto di progetti strategici in campo energetico non condivisi dalla popolazione.

Prima del voto il consigliere Patuanelli (M5S) ha auspicato che,  data la rilevanza del tema, le forze politiche rappresentate in Parlamento nazionale supportino tale richiesta tramite i loro eletti.





MA DI QUALE CONFERENZA SULL’ENERGIA STIAMO PARLANDO?

28 03 2013

Alcuni doverosi chiarimenti a seguito dell’incontro del 26 marzo tra l’onorevole Bersani e alcune associazioni ambientaliste italiane.

ambientalisti

Lo scorso 26 marzo l’onorevole Pierluigi Bersani, ottenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un mandato esplorativo per la formazione del nuovo Governo, ha ricevuto a Montecitorio alcune tra le maggiori associazioni ambientaliste del nostro paese (Club alpino italiano, Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF) . Nell’ambito di questo incontro, tali associazioni hanno presentato un sintetico documento contenente alcune proposte, suddivise in 10 punti, per una “riconversione” ecologica del Paese.

Riportiamo il primo di questi punti, intitolato ENERGIA E CLIMA:

<<Confermare misure immediatamente applicabili quali gli sgravi del 55% per l’efficienza energetica degli edifici, ma nel contempo definire anche il quadro complessivo di intervento attraverso la convocazione di una conferenza energetica nazionale che veda la partecipazione delle organizzazioni non governative e abbia  come obiettivo la revisione della Strategia Energetica Nazionale, approvata recentemente con decreto interministeriale. 25marzo2013_delegazione ambientalista all'uscita dall'incontro con Bersani_fotoUmbertoBattaglia_400Revisione basata su due assi di intervento/obiettivi: 1. l’Obiettivo del 100% Rinnovabili al 2050 definendo una strategie di transizione che porti all’abbandono progressivo delle centrali alimentate con combustibili fossili,  procedendo subito a non costruire nuove centrali a carbone ed ad olio combustibile e rinunciando a al piano di trivellazioni petrolifere off shore; 2. la definizione di una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse per i settori di produzione dell’energia elettrica, dei trasporti, dell’industria e dei servizi che sostengano  la Green Economy>>

Ci rallegriamo nel notare come la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia, da noi caldeggiata, sia finalmente entrata nell’agenda di proposte dell’associazionismo ambientalista italiano. Tuttavia, riteniamo assolutamente doveroso formulare le seguenti precisazioni:

1) La proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia è stata lanciata in queste pagine lo scorso ottobre 2012, nell’ambito della consultazione pubblica avviata dal Governo Monti sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN). Tale proposta, nonosante sia stata a più riprese portata all’attenzione dell’opinione pubblica, dei mass media e delle stesse associazioni ambientaliste, è stata da queste ultime massimamente ignorata e trattata con assordante silenzio, ad eccezione di FareAmbiente (tra l’altro esclusa dal giro di consultazioni dell’on. Bersani) e di due sezioni locali , rispettivamente di Legambiente e di Verdi Ambiente e Società.

2) Ad esclusione degli oltre 500 sottoscrittori dell’appello riportato in questo sito, e di due associazioni scientifiche firmatarie dell’appello stesso, nessun’altro commento alla SEN formalmente inviato al Ministero dello Sviluppo Economico faceva menzione della richiesta della Conferenza sull’Energia, men che meno da parte delle associazioni ambientaliste che ora chiedono a gran voce tale provvedimento (qui i documenti della Società Italiana di Fisica e dell’Associazione Galileo 2001, dove invece la richiesta è esplicitamente formulata: SIF, Galileo2001).

3) Siamo piacevolmente stupiti dal fatto che, a pochi mesi di distanza, la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia siacopyright divenuta il cavallo di battaglia degli ambientalisti italiani, anche se in assenza del giusto riconoscimento ai promotori, che con tenacia hanno portato avanti l’iniziativa e la campagna di sottoscrizioni in questo sito. Pur non pretendendo il copyright di un’iniziativa messa in atto nell’esclusivo interesse del Paese, e di cui peraltro si discute, a fasi alterne, da decenni,  è innegabile che un riferimento alla nostra campagna di sensibilizzazione, e, perché no, l’adesione alla stessa (qualora le vere finalità fossero condivise), sarebbero stati auspicabili.

4) Nel comunicato delle associazioni ambientaliste in questione, si dichiara che i 10 punti portati all’attenzione dell’on. Bersani rappresentanto <<alcune delle principali priorità (…)tra le 80 proposte e 12 filoni tematici che sono stati illustrati nel Documento pre-elettorale “Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Paese>>. Sembra si lasci intendere che il documento consegnato a Bersani sia una sintesi degli elementi più qualificanti delle proposte a suo tempo avanzate, nel corso della campagna elettorale. Tuttavia, nella citata Agenda, inutile a dirlo, della Conferenza Nazionale sull’Energia non vi è traccia.

5) Un’osservazione conclusiva, e di cruciale importanza per interpretare la proposta specifica delle associazioni ambientaliste: a quanto pare, oltre alla richiesta della conferenza, vengono anticipate anche le ricette specifiche per risolvere la questione energetica italiana, tra cui: obiettivo del 100% di rinnovabili al 2050, stop alle centrali alimentate con combustibili fossili, rinuncia al piano di trivellazioni petrolifere off shore, ecc.
Ci chiediamo a questo punto: quale sarebbe, in quest’ottica la funzione e l’utilità di una Conferenza sull’Energia, se tutto quello su cui si dovrebbe discutere è già stato aprioristicamente sentenziato? Quale spazio vi sarebbe per il confronto, le valutazioni scientifiche e le analisi costi/benefici? Quale credibilità avrebbe un consesso di esperti, costretto ad elaborare delle soluzioni sulla base di un percorso già ideologicamente tracciato?

La conclusione a cui giungiamo, con queste ultime riflessioni, è che la proposta ambientalista di Conferenza Nazionale sull’Energia in comune con la nostra porta solo il nome.
Pertanto non possiamo che dire: <<diffidate dalle imitazioni!>>





INTERVISTA DOPPIA CLO vs TOTARO

18 03 2013

Avviamo su queste pagine un dibattito sulla questione energetica italiana, basato su un confronto civile tra le parti, che offra nuove chiavi di lettura sugli aspetti più critici e problematici della situazione economica del nostro paese.
Questa prima puntata è dedicata ad un’intervista doppia tra il dottor Pierluigi Totaro, ricercatore nel campo della Fisica delle Particelle Elementari, presidente del Comitato Nucleare e Ragione nonchè primo firmatario dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia, e il professor Alberto Clò, docente di Economia Industriale e Regolazione
Public Utilities presso l’Università di Bologna, Ministro dell’Industria e del Commercio nel Governo Dini nel 1995-96. Autore dell’intervista è il dottor Paolo Errani, Fisico Professionista iscritto all’elenco ANFeA.
L’argomento da cui prende avvio il confronto è la proposta di una Conferenza Nazionale sull’Energia, finalizzata alla stesura di una Costituzione Energetica. Tale proposta ha raccolto tra ottobre 2012 e marzo 2013 centinaia di sottoscrizioni.

Qui di seguito, gli screenshots delle singole pagine dell’intervista. Buona lettura!

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La necessità di una Costituzione Energetica

24 10 2012

Lo sviluppo dell’uomo e il progresso della società sono da sempre stati legati alla capacità di saper sfruttare nuove e maggiori fonti energetiche, dal fuoco nella preistoria all’avvento dei combustibili fossili nel XVIII secolo. Nella moderna società industriale l’energia, al pari delle materie prime, costituisce elemento imprescindibile al successo di qualsivoglia processo produttivo. La globalizzazione del mercato inoltre espone l’apparato produttivo di una nazione alla crescente competizione con altri Paesi, rendendo decisivo il controllo dei costi energetici, al pari di altri fattori, per il mantenimento del complesso produttivo.

Pertanto è necessario poter disporre di una fornitura energetica garantita nel tempo e a costi competitivi.
La produzione, l’approvvigionamento e la distribuzione di energia richiedono risorse, infrastrutture e un apparato organizzativo che non possono essere demandati esclusivamente all’iniziativa individuale, ma necessitano di un ampio intervento istituzionale.
Affinchè questo intervento sia energeticamente efficiente, economicamente vantaggioso, sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale e con prospettive di lungo periodo, esso deve essere adeguatamente pianificato secondo criteri dettati non da logiche politiche bensì da considerazioni di merito.
Come illustrato in questo documento, delineare il quadro energetico di una Nazione o di una comunità di stati come l’Europa non è affatto un’operazione semplice ed affrontabile con superficialità. Necessita al contrario di attente analisi che uniscono aspetti di carattere scientifico e tecnologico a considerazioni economiche e geopolitiche.
Per questa ragione la pianificazione energetica a livello nazionale o sovranazionale richiede una corretta sintesi delle citate competenze. Il raggiungimento di tale sintesi è stato ostacolato in Italia, oltre che dalla scarsa attitudine della classe politica ad affrontare problemi e ad operare scelte che incidano oltre i tempi ristretti di una legislatura, anche da un approccio molte volte superficiale della società e dei media al problema energetico, troppo spesso dettato da valutazioni parziali se non partigiane, o peggio da reazioni emotive suscitate da eventi di grande impatto.
Alla luce di queste considerazioni e dei dati riportati nei capitoli seguenti, risulta evidente la necessità di ricondurre la discussione energetica sul piano ad essa più consono, ovvero all’interno di un consesso multidisciplinare di esperti avulsi da logiche partitiche ed estranei alla ricerca di facile consenso, i quali sulla base di argomentazioni trasparenti ed oggettive agiscano nell’esclusivo interesse della Nazione. La convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia, composta di esperti e di rappresentanti istituzionali, fornirebbe gli strumenti al legislatore per l’adozione di una Costituzione Energetica, garantendo inoltre la trasparenza e l’autorevolezza necessarie all’accettazione delle misure proposte da parte della società. La soluzione del problema energetico tramite l’adozione di un Piano Energetico Nazionale lungimirante e di ampio respiro, costituisce a nostro avviso l’elemento indispensabile per condurre l’Italia fuori dalle secche della crisi.