NOTIZIA FLASH: illustrato oggi al Presidente della regione FVG Serracchiani e al Ministro dell’Ambiente Orlando il progetto della Conferenza sull’Energia.

4 05 2013

A margine dell’incontro tenutosi oggi a Trieste tra gli amministratori locali e il Ministro dell’Ambiente Orlando, i promotori dell’appello per la Conferenza Nazionale sull’Energia hanno personalmente consegnato al Ministro e al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Serracchiani una copia del documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia“.

A breve pubblicheremo un articolo completo con il resoconto della conferenza stampa e le risposte del ministro.

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Trieste, 4 maggio 2013 – La conferenza stampa del Presidente Serracchiani e del Ministro Orlando al Palazzo della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia.





Nasce il Governo Letta: quali politiche energetiche?

1 05 2013

L’inedito spirito di collaborazione tra i principali schieramenti, con il quale è nato il governo Letta, potrebbe rappresentare, se mantenuto,  senza dubbio un positivo cambio di rotta rispetto al clima di scontro e veti incrociati ai quali ci eravamo abituati negli ultimi anni. Questo rinnovato senso di responsabilità e di apertura al confronto può rappresentare il preludio per un fase politica più distesa, nella quale affrontare e risolvere in maniera quanto più largamente condivisa le numerose questioni che da decenni soffocano il nostro Paese, impedendone il rilancio economico e rappresentando uno dei principali freni per l’uscita dalla crisi: tra queste, la questione energetica è una delle più spinose, in quanto maggiormente soggetta a contrapposizioni ideologiche anche molto feroci ed interessi economici contrapposti.

Camera Deputati, fiducia governo Letta
Riportiamo qui di seguito un estratto del discorso programmatico dell Presidente del Consiglio dei Ministri, nel quale viene menzionato l’indirizzo politico in materia energetica del nuovo governo:

<<Per rilanciare il futuro industriale del Paese, bisogna scommettere sullo spirito imprenditoriale e innovare e investire in ricerca e sviluppo. Per questo intendiamo lanciare un grande piano pluriennale per l’innovazione e la ricerca, finanziato tramite project bonds. La ricerca italiana può e deve rinascere nei nuovi settori di sviluppo, come ad esempio l’agenda digitale, lo sviluppo verde, le nanotecnologie, l’aerospaziale, il biomedicale. Si tratta di fare una politica industriale moderna, che valorizzi i grandi attori ma anche e soprattutto le piccole e medie imprese che sono e rimarranno il vero motore dello sviluppo italiano. Oltre all’alta tecnologia bisogna investire su ambiente ed energia. Le nuove tecnologie – fonti rinnovabili ed efficienza energetica – vanno maggiormente integrate nel contesto esistente, migliorando la selettività degli strumenti esistenti di incentivazione, in un’ottica organica con visione di medio e lungo periodo. Sempre con riguardo ai settori energetici, va completato il processo di integrazione con i mercati geografici dei Paesi europei confinanti. Questo implica, per l’energia elettrica, il completamento del cosiddetto market coupling e, per il gas, il completo riallineamento dei nostri prezzi con quelli europei e la trasformazione del nostro Paese in un hub. E’ chiaro che episodi come quello dell’ILVA di Taranto non sono più tollerabili.>>

Pur non facendone menzione, molti dei punti sollevati dal presidente Letta, come ad esempio la razionalizzazione dei meccanismi di incentivazione delle fonti rinnovabili o la trasformazione del nostro Paese in  un hub energetico nel settore del gas, si inseriscono nel percorso già tracciato nella Strategia Energetica Nazionale elaborata dal precedente governo e frettolosamente mutata in legge tramite un decreto interministeriale poche settimane prima del passaggio di consegne.

Tuttavia, come prevedibile, i dettagli specifici dei futuri provvedimenti , così come la definizione della modalità con cui il nuovo governo intende dare attuazione alle proprie politiche energetiche nel breve e nel medio periodo, non vengono chiariti nel discorso programmatico del nuovo Presidente del Consiglio. A questo proposito, siamo fiduciosi che il governo vorrà affrontare la questione con la garanzia della trasparenza e del coinvolgimento della società civile, in particolare la comunità tecnico-scientifica italiana.
Auspichiamo perciò che i ministri Zanonato (Sviluppo Economico), Orlando (Ambiente) e Lupi (Infrastrutture e Trasporti), che presto interpelleremo, prendano in considerazione la nostra proposta di convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia, affinché la questione energetica trovi piena e definitiva soluzione mediante un approccio razionale e basato su attente valutazioni costi-benefici.  A sostegno di questa proposta ci faremo carico di rilanciare presso il nuovo governo  e tutte le forze politiche rappresentate in parlamento il nostro appello, lanciato lo scorso ottobre, e sottoscritto da più di 500 cittadini, tra cui numerose personalità del mondo economico, scientifico ed accademico.





COMUNICATO STAMPA

3 04 2013

Il Comune di Trieste fa propria la richiesta di convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia

Trieste

La mozione, caldeggiata dal Comitato Nucleare e Ragione, votata ieri in Consiglio Comunale all’unanimità dei presenti

Il Consiglio Comunale di Trieste ha approvato nella seduta di ieri, 2 aprile, con voto favorevole di tutti i presenti, una mozione che impegna il Sindaco di Trieste a chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia e ad offrire la città di Trieste quale sede istituzionale per la conferenza stessa, coinvolgendo le istituzioni scientifiche del capoluogo giuliano.

La mozione è stata presentata in Consiglio dal presidente della VI Commissione Permanente, dott. Ravalico, con la collaborazione fattiva dei consiglieri Bertoli (PDL) e Faraguna (PD).

I contenuti della mozione prendono avvio dal documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia” (reperibile all’indirizzo https://conferenzaenergia.wordpress.com/), redatto dal Comitato Nucleare e Ragione lo scorso autunno ed esposto alla VI Commissione del Comune di Trieste lo scorso 21 novembre.

Soddisfatto per l’unanime convergenza delle parti politiche sulla mozione il presidente del Comitato, Pierluigi Totaro, che nel ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per questa iniziativa al di là delle differenze partitiche, sottolinea come lo scopo della Conferenza Nazionale – ovvero la predisposizione di un piano energetico nazionale attento al rapporto costi benefici sui fronti economico ambientale e sociale, ottenuto con un metodo trasparente e con ampio coinvolgimento della realtà scientifica e delle istituzioni locali – abbia importanti risvolti anche sulla città di Trieste, recentemente fatta oggetto di progetti strategici in campo energetico non condivisi dalla popolazione.

Prima del voto il consigliere Patuanelli (M5S) ha auspicato che,  data la rilevanza del tema, le forze politiche rappresentate in Parlamento nazionale supportino tale richiesta tramite i loro eletti.





MA DI QUALE CONFERENZA SULL’ENERGIA STIAMO PARLANDO?

28 03 2013

Alcuni doverosi chiarimenti a seguito dell’incontro del 26 marzo tra l’onorevole Bersani e alcune associazioni ambientaliste italiane.

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Lo scorso 26 marzo l’onorevole Pierluigi Bersani, ottenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un mandato esplorativo per la formazione del nuovo Governo, ha ricevuto a Montecitorio alcune tra le maggiori associazioni ambientaliste del nostro paese (Club alpino italiano, Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF) . Nell’ambito di questo incontro, tali associazioni hanno presentato un sintetico documento contenente alcune proposte, suddivise in 10 punti, per una “riconversione” ecologica del Paese.

Riportiamo il primo di questi punti, intitolato ENERGIA E CLIMA:

<<Confermare misure immediatamente applicabili quali gli sgravi del 55% per l’efficienza energetica degli edifici, ma nel contempo definire anche il quadro complessivo di intervento attraverso la convocazione di una conferenza energetica nazionale che veda la partecipazione delle organizzazioni non governative e abbia  come obiettivo la revisione della Strategia Energetica Nazionale, approvata recentemente con decreto interministeriale. 25marzo2013_delegazione ambientalista all'uscita dall'incontro con Bersani_fotoUmbertoBattaglia_400Revisione basata su due assi di intervento/obiettivi: 1. l’Obiettivo del 100% Rinnovabili al 2050 definendo una strategie di transizione che porti all’abbandono progressivo delle centrali alimentate con combustibili fossili,  procedendo subito a non costruire nuove centrali a carbone ed ad olio combustibile e rinunciando a al piano di trivellazioni petrolifere off shore; 2. la definizione di una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse per i settori di produzione dell’energia elettrica, dei trasporti, dell’industria e dei servizi che sostengano  la Green Economy>>

Ci rallegriamo nel notare come la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia, da noi caldeggiata, sia finalmente entrata nell’agenda di proposte dell’associazionismo ambientalista italiano. Tuttavia, riteniamo assolutamente doveroso formulare le seguenti precisazioni:

1) La proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia è stata lanciata in queste pagine lo scorso ottobre 2012, nell’ambito della consultazione pubblica avviata dal Governo Monti sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN). Tale proposta, nonosante sia stata a più riprese portata all’attenzione dell’opinione pubblica, dei mass media e delle stesse associazioni ambientaliste, è stata da queste ultime massimamente ignorata e trattata con assordante silenzio, ad eccezione di FareAmbiente (tra l’altro esclusa dal giro di consultazioni dell’on. Bersani) e di due sezioni locali , rispettivamente di Legambiente e di Verdi Ambiente e Società.

2) Ad esclusione degli oltre 500 sottoscrittori dell’appello riportato in questo sito, e di due associazioni scientifiche firmatarie dell’appello stesso, nessun’altro commento alla SEN formalmente inviato al Ministero dello Sviluppo Economico faceva menzione della richiesta della Conferenza sull’Energia, men che meno da parte delle associazioni ambientaliste che ora chiedono a gran voce tale provvedimento (qui i documenti della Società Italiana di Fisica e dell’Associazione Galileo 2001, dove invece la richiesta è esplicitamente formulata: SIF, Galileo2001).

3) Siamo piacevolmente stupiti dal fatto che, a pochi mesi di distanza, la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia siacopyright divenuta il cavallo di battaglia degli ambientalisti italiani, anche se in assenza del giusto riconoscimento ai promotori, che con tenacia hanno portato avanti l’iniziativa e la campagna di sottoscrizioni in questo sito. Pur non pretendendo il copyright di un’iniziativa messa in atto nell’esclusivo interesse del Paese, e di cui peraltro si discute, a fasi alterne, da decenni,  è innegabile che un riferimento alla nostra campagna di sensibilizzazione, e, perché no, l’adesione alla stessa (qualora le vere finalità fossero condivise), sarebbero stati auspicabili.

4) Nel comunicato delle associazioni ambientaliste in questione, si dichiara che i 10 punti portati all’attenzione dell’on. Bersani rappresentanto <<alcune delle principali priorità (…)tra le 80 proposte e 12 filoni tematici che sono stati illustrati nel Documento pre-elettorale “Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Paese>>. Sembra si lasci intendere che il documento consegnato a Bersani sia una sintesi degli elementi più qualificanti delle proposte a suo tempo avanzate, nel corso della campagna elettorale. Tuttavia, nella citata Agenda, inutile a dirlo, della Conferenza Nazionale sull’Energia non vi è traccia.

5) Un’osservazione conclusiva, e di cruciale importanza per interpretare la proposta specifica delle associazioni ambientaliste: a quanto pare, oltre alla richiesta della conferenza, vengono anticipate anche le ricette specifiche per risolvere la questione energetica italiana, tra cui: obiettivo del 100% di rinnovabili al 2050, stop alle centrali alimentate con combustibili fossili, rinuncia al piano di trivellazioni petrolifere off shore, ecc.
Ci chiediamo a questo punto: quale sarebbe, in quest’ottica la funzione e l’utilità di una Conferenza sull’Energia, se tutto quello su cui si dovrebbe discutere è già stato aprioristicamente sentenziato? Quale spazio vi sarebbe per il confronto, le valutazioni scientifiche e le analisi costi/benefici? Quale credibilità avrebbe un consesso di esperti, costretto ad elaborare delle soluzioni sulla base di un percorso già ideologicamente tracciato?

La conclusione a cui giungiamo, con queste ultime riflessioni, è che la proposta ambientalista di Conferenza Nazionale sull’Energia in comune con la nostra porta solo il nome.
Pertanto non possiamo che dire: <<diffidate dalle imitazioni!>>





INTERVISTA DOPPIA CLO vs TOTARO

18 03 2013

Avviamo su queste pagine un dibattito sulla questione energetica italiana, basato su un confronto civile tra le parti, che offra nuove chiavi di lettura sugli aspetti più critici e problematici della situazione economica del nostro paese.
Questa prima puntata è dedicata ad un’intervista doppia tra il dottor Pierluigi Totaro, ricercatore nel campo della Fisica delle Particelle Elementari, presidente del Comitato Nucleare e Ragione nonchè primo firmatario dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia, e il professor Alberto Clò, docente di Economia Industriale e Regolazione
Public Utilities presso l’Università di Bologna, Ministro dell’Industria e del Commercio nel Governo Dini nel 1995-96. Autore dell’intervista è il dottor Paolo Errani, Fisico Professionista iscritto all’elenco ANFeA.
L’argomento da cui prende avvio il confronto è la proposta di una Conferenza Nazionale sull’Energia, finalizzata alla stesura di una Costituzione Energetica. Tale proposta ha raccolto tra ottobre 2012 e marzo 2013 centinaia di sottoscrizioni.

Qui di seguito, gli screenshots delle singole pagine dell’intervista. Buona lettura!

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La Strategia Energetica Nazionale approvata per decreto legge

14 03 2013

conferenza-presentazione-sen2013-spalla2Il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ed il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini hanno firmato lo scorso 8 marzo il decreto legge con il quale è approvato il documento inerente la Strategia Energetica Nazionale (SEN), documento che lo stesso ministero dello Sviluppo Economico aveva prodotto lo scorso autunno e sottoposto a consultazione pubblica nei mesi di ottobre e novembre.
Sono allegate al decreto la versione definitiva della SEN e la lista delle consultazioni avute con le istituzioni, le associazioni di categoria e le parti sociali. Lo stesso Ministero dello Sviluppo Economica, in una nota diffusa in data odierna, asserisce di aver tenuto conto, nella stesura della versione finale del documento, di “numerosi contributi” giunti nell’ambito della consultazione pubblica, che ha visto pervenire al ministero – come cita la medesima nota – oltre 800 segnalazioni di cittadini e singole aziende.
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Eppure il malcontento monta, in particolare da parte delle stesse associazioni ambientaliste – WWF, Legambiente e Greenpeace in testa – che i due ministeri affermano di aver consultato, le quali arrivano a mettere in dubbio la liceità del decreto da parte di un Governo dimissionario, su un tema delicato come quello dell’energia, che dovrebbe essere discusso dal nuovo Parlamento. Le polemiche sorte hanno spinto i ministri firmatari del decreto a fare una parziale marcia indietro, dicendo che la SEN non è vincolante ma costituisce un punto di partenza, ma la sostanza rimane immutata.

Non intendiamo discutere in questo articolo il dettaglio delle misure proposte dalla SEN, che avevamo sommariamente discusso al tempo della presentazione del documento (https://conferenzaenergia.wordpress.com/2012/10/23/consultazione_pubblica_governo/) e rispetto alla quale ravvisiamo solo alcuni elementi di novità, che dettaglieremo in uno dei prossimi articoli.
Ciò che non possiamo fare a meno di notare è che il Ministero dello Sviluppo Economico ha completamente ignorato le oltre 500 adesioni di cittadini ed associazioni scientifiche e di categoria all’appello lanciato da queste pagine e finalizzato alla convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia al fine di predisporre un Piano Energetico Nazionale obiettivo, equilibrato, lungimirante e trasparente. Evidentemente al Ministero dello Sviluppo Economico hanno ritenuto non necessario dar peso alla precisa richiesta contenuta in 500 degli 800 contributi pervenuti, tra le quali associazioni scientifiche di rilievo come la Società Italiana di Fisica e l’Associazione Galileo 2001 per la Libertà e la Dignità della Scienza.
Constatiamo che il perseverare nel fallimentare metodo delle decisioni calate dall’alto, seppur edulcorato dalla “finta” consultazione pubblica – lo testimoniano le proteste suscitate dall’emanazione del decreto – segna irrimediabilmente dalla nascita il destino della nuova Strategia Energetica Nazionale, che prevedibilmente naufragherà sotto il peso dei veti contrapposti e dell’instabilità politica del momento.rigassificatore-rovigo

Reclamiamo il diritto dei cittadini e delle associazioni firmatarie dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia a ricevere precise risposte da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sul perché tale convocazione non sia stata ritenuta opportuna, specie alla luce del clima politico generatosi dopo le elezioni.
Il nostro impegno per la Conferenza Nazionale sull’Energia non si ferma, benché la consultazione sia conclusa, poiché riteniamo imperativo dare voce ai cittadini che hanno firmato il nostro appello e perché riteniamo imprescindibile per l’Italia dotarsi al più presto – ma con strumenti trasparenti ed obiettivi condivisi – di un Piano Energetico Nazionale di cui la nostra economia in crisi ha estremo bisogno.





Elezioni Politiche e Problemi Energetici

30 01 2013

Rilanciamo il Comunicato Stampa dell’Associazione Galileo 2001 per la libertà e la dignità della Scienza.

Chi vuole accingersi a governare il nostro Paese dovrebbe, a nostro parere, dimostrare  piena comprensione della natura strategica fondamentale del problema energetico. Ciò per quanto riguarda sia l’impegno per la ricerca e l’innovazione sia la produzione e l’approvvigionamento di energia, poiché si tratta di elementi essenziali e imprescindibili per l’auspicata ripresa economica e lo sviluppo dei prossimi anni.

Il governo uscente aveva predisposto un documento sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN) portato alla consultazione di varie istanze, sul quale anche la nostra Associazione si era espressa con valutazioni e osservazioni  di merito.  Ci sembra importante oltre che auspicabile che le varie forze politiche si esprimano al riguardo formulando, in maniera più chiara ed estensiva, le proprie analisi e concrete proposte programmatiche. In particolare la proposta, cui si è associata una richiesta formale di varie Associazioni, tra cui la nostra, della convocazione di una CONFERENZA NAZIONALE DELL’ENERGIA, assume particolare rilievo, soprattutto se intesa a coinvolgere anche le istanze scientifiche, tecniche ed industriali.

Il dato di fatto, fin troppo ripetuto senza chiare assunzioni di responsabilità, che il costo della bolletta energetica, in particolare quella elettrica (la più alta in sede europea), renda più difficile la nostra ripresa economica incidendo pesantemente sui redditi delle famiglie e sulla competitività dell’industria nazionale,  non trova sufficiente riscontro nelle misure fin qui adottate. Ci si domanda quali azioni specifiche siano previste nei vari programmi, per ridurre tale  fardello ormai insostenibile che si accompagna ad una delle più gravose dipendenze dall’estero per l’approvvigionamento dell’energia necessaria in linea generale.

Dovrebbe essere chiaro, inoltre, che l’enfasi data ai problemi ambientali comporta l’esigenza di non procedere ad un ulteriore forte impiego dei combustibili fossili che, malgrado possibili miglioramenti tecnici innovativi, non potrà certo contribuire alla richiesta riduzione delle emissioni di gas serra. Poiché d’altra parte, malgrado gli incentivi, difficilmente poco costosi, il contributo delle fonti rinnovabili non potrà che essere limitato per ragioni fisiche oltre che economiche,occorrerà chiarezza sui modi con cui intraprendere una efficace e non costosa  politica di riorganizzazione dei consumi energetici che comprenda risparmio ed efficienza soprattutto nel settore termico e consideri un corretto mix di fonti di energia. Al riguardo sarà importante constatare se e quanto si ritenga essenziale per lo meno l’importazione di energia elettronucleare e il mantenimento di una presenza del nostro Paese nel mercato internazionale di tale fonte di energia.

Occorre infine  una seria politica intesa a  superare l’impasse, tipicamente italiano, creato da opposizioni, spesso immotivate o preda di spinte demagogiche, di localismi e di cattiva informazione (il referendum del 2011 insegna), impostando una concreta ed efficace campagna d’informazione che premi  la corretta conoscenza scientifica nel pieno rispetto delle giuste esigenze ambientali e sanitarie  e permetta di valutare oggettivamente il reale rapporto rischi/benefici di ogni impresa di valore socio-economico.

Il problema energetico, così come ogni altro problema di sviluppo sociale, tecnologico e industriale è legato necessariamente ad una crescita culturale del Paese.  A questa essenziale necessità non si potrà far fronte senza una politica rivolta ad adeguare concretamente le risorse materiali ed umane delle istituzioni di ricerca, delle università e delle varie istanze, molte delle quali benemerite, del mondo scientifico e tecnologico e dell’apparato tecnico-industriale del nostro Paese.

  Prof. Renato Angelo Ricci

 Presidente Associazione Galileo 2001





Elezioni politiche 2013: le 7 domande sull’Energia ai candidati premier.

21 01 2013

Il Comitato Nucleare e Ragione, in continuità con quanto riportato nel documento “Una Costituzione Energetica per l’Italia“, ha predisposto 7 quesiti sulle tematiche energetiche, rivolgendoli ai candidati premier alla Elezioni Politiche 2013.
Prossimamente pubblicheremo su questa pagina le risposte dei leader politici.

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1. I provvedimenti nazionali in materia energetica, negli ultimi anni, hanno riguardato quasi unicamente i meccanismi di incentivazione all’utilizzo delle fonti rinnovabili e gli interventi in materia di riqualificazione edilizia finalizzata all’efficienza energetica.
Carente è stato invece l’intervento del legislatore sul sistema di approvvigionamento dei combustibili fossili (gas, petrolio, carbone), che ancora largamente incidono sul fabbisogno energetico del Paese. Quali azioni ritiene urgenti e inderogabili in questo ambito?

2. La Corte dei Conti Europea ha di recente rimproverato all’Italia una gestione poco attenta degli incentivi all’efficienza energetica, spesso utilizzati, anche dal pubblico, per meri interventi di restauro edilizio o per interventi energetici con tempi di ritorno dell’investimento fino a 400 anni. Qual è la sua proposta per disciplinare l’uso di questi fondi al fine di renderlo più aderente allo scopo originario?

3. L’incremento delle tariffe del gas per uso domestico dal 2010 ad oggi è stato quattro volte superiore all’inflazione (fonte AEEG), e le bollette per le famiglie italiane continuano ad aumentare. Neppure la separazione di Snam Rete Gas da Eni sembra poter incidere sui costi per il consumatore, rispondendo a tutt’altre logiche. Ferma restando la necessità di un Piano Energetico di lungo termine che riduca la dipendenza dal gas, quali sono i provvedimenti secondo lei attuabili nel breve-medio termine al fine di ridurre i costi per i consumatori?

4. L’Italia è il secondo Paese in Europa per peso delle accise sul prezzo dei carburanti per autotrazione (fonte Eurostat). A questo si aggiungono una rete distributiva inadeguata e scarsamente concorrenziale e i recenti aumenti dell’IVA. Quali provvedimenti intende prendere in questo campo?

5. Il sistema elettrico italiano, nonostante il recente considerevole aumento della componente prodotta da fonti rinnovabili abbia permesso di raggiungere con largo anticipo gli obiettivi europei per il 2020, manifesta numerose anomalie rispetto al contesto comunitario, come la marcata dipendenza dall’utilizzo del gas naturale (superiore al 50%) o l’importazione netta di corrente elettrica, pari al 15% dell’intero fabbisogno. Quali interventi ritiene che il governo debba adottare per adeguare il mix energetico per la produzione elettrica e contribuire in questo modo alla riduzione del costo per i cittadini?

6. Negli ultimi decenni, numerosi interventi infrastrutturali ritenuti strategici per l’adeguamento del sistema energetico italiano non sono stati realizzati, anche a causa di carenze del quadro legislativo, incertezze negli iter di approvazione e conflitti di competenze tra governo centrale ed amministrazioni locali. Inoltre non sono mancate le resistenze delle popolazioni interessate, per la percezione, spesso legittima, dell’inutilità o addirittura dannosità di determinati interventi sul territorio. Quale strumento ritiene funzionale a garantire una pianificazione seria degli interventi ed una loro rapida attuazione, che garantisca al contempo alle popolazioni interessate di venire coinvolte nel processo decisionale?

7. Ritiene che lo strumento della Conferenza Nazionale sull’Energia, convocata dai ministeri competenti e composta da autorevoli e riconosciuti esperti del settore (tecnici, scienziati ed economisti) con il coinvolgimento delle istituzioni e delle amministrazioni locali, possa essere adeguato ad individuare, con l’imperativo della trasparenza e dell’oggettività, dei chiari indirizzi strategici in materia energetica, che abbiano carattere vincolante per il legislatore?





Tecnosophia e Atomi per la Pace: ci siamo anche noi!

11 01 2013

L’appello per chiedere la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia si arricchisce di importanti contributi da parte della società civile e dell’associazionismo scientifico.

Tecnosophia, presieduta dalla dott.ssa Christina Sponza, è un’associazione no-profit, dedita alla promozione della Scienza, della Tecnologia e dell’Ecologia Razionale. Il manifesto fondativo è sottoscritto da decine di cittadini, tra cui numerosi tecnici ed esperti del settore ambientale.  Il portale dell’associazione è ricco di articoli, riflessioni ed editoriali sul legame tra uomo e scienza e sulle tematiche energetiche.

Atomi per la Pace, presieduta dall’ing. Vincenzo Romanello, è un’associazione scientifica culturale, i cui scopi sono: la diffusione di una cultura scientifica sull’energia, in particolare quella di derivazione atomica con carattere puramente civile; l’ampliamento della conoscenza della cultura scientifica, con riferimento alle materie necessarie alla maggior comprensione di quello che è affine, derivato o divenuto dall’energia in genere; l’allargamento degli orizzonti didattici di educatori, insegnanti ed operatori sociali, in campo energetico affinché l’informazione possa essere usata per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Ad oggi, questo è l’elenco aggiornato di tutte le associazioni e movimenti che hanno aderito e sottoscritto l’appello promosso in questa pagina web:


1) Associazione Galileo 2001 per la Libertà e la Dignità della Scienza; presidente: prof. Renato Angelo Ricci

2) Società Italiana di Fisica; presidente: prof.ssa Luisa Cifarelli

3) Associazione Italiana Nucleare; segretario generale: dott. Umberto Minopoli

4) Movimento Ecologista Europeo FareAmbiente; presidente: dott. Vincenzo Pepe

5) Associazione Tecnosophia; presidente: dott.ssa Christina Sponza

6) Associazione Atomi per la Pace; presidente: ing. Vincenzo Romanello

7) Legambiente, Circolo Riviera del Brenta

8) Associazione Verdi Ambiente Società FVG





L’Associazione “Galileo2001 per la libertà e la dignità della scienza” aderisce all’appello.

15 11 2012

L’associazione “Galileo 2001 per la libertà e la dignità della scienza“, presieduta dal professor Renato Angelo Ricci, aderisce all’iniziativa lanciata su queste pagine, per chiedere al Governo Italiano la convocazione di una Confernza Nazionale sull’Energia.

Ricordiamo che l’associazione Galileo 2001, che annovera tra i suoi soci numerosi scienziati e personalità di rilievo del mondo accademico italiano, è da tempo impegnata attivamente nel segnalare la necessità di una nuova Strategia Energetica Nazionale coerente e sostenibile, ed ha più volte richiamato l’importanza di dar voce alla scienza per la soluzione del problema energetico dell’Italia.

L’adesione dell’associazione “Galileo 2001 per la libertà e la dignità della scienza” si unisce a quella di oltre 200 persone, tra cui numerosi ricercatori, tecnici, professori universitari, che già hanno sottoscritto l’appello in queste tre settimane di campagna.