Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire

26 10 2017

scimmie
Nella giornata di ieri il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e quello dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, hanno presentato gli esiti della consultazione pubblica sulla nuova Strategia Energetica Nazionale.

Si tratta di 805 contributi, inviati da 251 soggetti suddivisi tra rappresentanti di categoria, aziende, società di consulenza, singoli cittadini, associazioni, enti pubblici, università e organismi indipendenti.
Tra questi c’eravamo anche noi, con un documento di 22 pagine che raccoglieva numerosi rilievi e suggerimenti, sia nel metodo adottato dal Governo sia nel merito delle iniziative proposte.

Torneremo in seguito a commentare la sintesi dei contributi presentata dai ministri: un documento di 41 pagine dove molte delle nostre osservazioni, puntuali e precise, sono state completamente ignorate. Non molleremo l’osso molto facilmente.

Quello che ci preme ora commentare, è la seguente tabella di marcia:

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Pare che il Governo abbia decisamente fretta, e voglia chiudere i conti senza pensarci troppo su. Tutto ciò stride terribilmente con la disponibilità, espressa a parole, di un processo di elaborazione della SEN condiviso e aperto a modifiche, integrazione, miglioramenti, grazie al contributo degli addetti del settore e della società civile. A giudicare dal numero di lavori pervenuti, la risposta dei cittadini è stata positiva: spiace che il frutto di un lavoro febbrile e gratuito, durato oltre quattro mesi, venga ora liquidato in poche settimane.

O vogliamo forse credere che bastino una manciata di giorni, peraltro a cavallo delle festività di Ognissanti e delle celebrazioni del 4 Novembre, per permettere ai funzionari del Ministero di trovare la quadra in mezzo ad un malloppo così massiccio e disomogeneo di contributi, e di correggere il documento nelle numerose parti in cui quasi unanimemente sono giunte segnalazioni di poca chiarezza e di incompletezza?

Nelle 41 pagine di sintesi molte indicazioni – come era logico aspettarsi – sono divergenti tra loro, se non in aperto contrasto. Citando il nostro stesso documento, oggi in maniera ancor più evidente ci <<appaiono poco chiari i criteri e le modalità con cui i Ministeri competenti metteranno in atto il processo di analisi e sintesi delle osservazioni pervenute durante la consultazione pubblica, nonché il loro eventuale recepimento attraverso correzioni, modifiche ed integrazioni al documento finale.>>
In questa tabella di marcia non trova alcuno spazio, come temevamo, un <<confronto dialettico tra le parti>> rendendo pertanto assolutamente fumoso <<il processo di convergenza dei diversi contributi >>.

Una tabella di marcia di questo tipo, lo diciamo senza remore, ha il sapore della beffa.

La nostra proposta, nel merito, era chiarissima: la convocazione di un <<tavolo tecnico allargato (e.g. la Conferenza Nazionale sull’Energia ) nel quale discutere e condividere le proposte migliorative ed integrative, garantendo in questo modo un processo di sintesi il più possibile trasparente e condiviso>>. Rimaniamo convinti che questa sia la strada da perseguire.
Quella intrapresa dal Governo, purtroppo, punta altrove, fingendo di dimenticare le tristi sorti della SEN 2013 (mai applicata…si replicherà?) e dei precedenti 22 anni in cui l’Italia, privata di un Piano Energetico Nazionale, ha navigato a vista e in balia dei venti.





Strategia Energetica Nazionale: i nostri commenti – Parte 1

11 09 2017

Lo scorso 12 giugno è stata avviata una consultazione pubblica sulla nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN).
Abbiamo partecipato alla consultazione e a partire da oggi pubblichiamo il nostro contributo, suddiviso in capitoli per comodità di lettura.
(per scaricare il report completo, cliccare qui)

 

ENERGIE PER L’ITALIA DEL FUTURO

Contributo alla consultazione pubblica sulla Strategia Energetica Nazionale 2017

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Prefazione

Siamo un gruppo di cittadini che credono nel futuro dell’Italia e nel dovere ormai non più differibile di compiere scelte coraggiose e lungimiranti, che consegnino alle nuove generazioni  un Paese moderno, competitivo e finalmente proiettato nel Terzo Millennio.

Nel 2012 sostenemmo un appello [1], in favore della convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia, affinché l’elaborazione di una nuova strategia energetica avvenisse in un contesto trasparente e partecipato, con il contributo tecnico e il confronto tra personalità, enti ed istituzioni scientifiche ed economiche riconosciute a livello nazionale ed internazionale.  Tale appello rimase inascoltato, nonostante fosse stato portato all’attenzione dell’allora Ministro dello Sviluppo Economico Passera, nell’ambito della consultazione pubblica sulla Strategia Energetica del Governo Monti, e in un secondo momento fatto oggetto di un’interrogazione parlamentare, di cui dopo quattro anni non è ancora giunta risposta [2].

Oggi siamo qui, a proporre come allora la convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia, e ad offrire le nostre considerazioni ed osservazioni, nel metodo e nel merito, relativamente alla nuova Strategia Energetica presentata in data 13 giugno 2017 dai Ministri Calenda e Galletti.

 

1 Una questione di metodo: governance energetica

  • Riconosciamo il merito dell’attuale Governo di voler perseguire l’obiettivo di definizione di una nuova Strategia Energetica attraverso un processo trasparente che coinvolga non solo gli organi istituzionali competenti, ma anche le imprese operanti nel settore, le società concessionarie, gli esperti, le associazioni di categoria, nonché i singoli cittadini. Tuttavia, la strada intrapresa ㅡ ed in particolare lo strumento della consultazione pubblica con cui la Strategia viene proposta e sottoposta ad analisi ㅡ si poggia a nostro parere sugli stessi elementi di debolezza che, di fatto, hanno determinato il fallimento della Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2013.
  • La SEN 2013, nonostante fosse stata formalmente approvata con un decreto interministeriale e successivamente pubblicata in Gazzetta Ufficiale [3], è rimasta sostanzialmente inapplicata. Il fatto che, a distanza di soli quattro anni, si sia resa necessaria l’elaborazione ex novo di un secondo documento ㅡ e non una semplice revisione o aggiornamento del precedente testo ㅡ evidenzia chiaramente l’insuccesso della prima iniziativa, soprattutto considerando il contesto di una strategia energetica nazionale, il cui orizzonte temporale di riferimento, per lo meno nell’impianto generale, dovrebbe avere un respiro come minimo ventennale, tale da “sopravvivere” alle logiche elettorali, ai cambi di legislatura e/o all’alternarsi di governi e maggioranze parlamentari. I continui mutamenti di rotta rappresentano il primo motivo di sfiducia da parte degli investitori.
  • Al fine di garantire un senso di continuità e coerenza nel percorso di raggiungimento degli obiettivi energetici siglati dall’Italia a livello internazionale, sarebbe doverosa un’analisi dei risultati parziali comunque raggiunti nei quattro anni di vigenza della SEN 2013, nonché una verifica di ciò che non è stato realizzato, stabilendone le cause e discutendone le possibili conseguenze. Tali valutazioni, opportunamente argomentate, dovrebbero costituire il punto di partenza della nuova SEN. Tuttavia, di queste valutazioni nel nuovo documento sottoposto a consultazione non vi è traccia.
  • In misura analoga, la SEN 2017 non fornisce giustificazioni in merito alla modifica e/o alla cancellazione di alcuni degli obiettivi contenuti nel documento precedente (e.g. il sostegno all’attività estrattiva di idrocarburi sul territorio italiano).
  • Nonostante le evidenze riportate nei punti precedenti suggeriscano la necessità di un cambiamento di rotta dal punto di vista metodologico prima ancora che dei contenuti, il percorso di elaborazione della SEN 2017 segue le orme della precedente: nel capitolo 3 del documento sottoposto a consultazione non si evidenziano proposte di cambiamenti significativi nell’iter di approvazione e di attuazione, tali da far sperare in un esito differente rispetto al documento del 2013.
  • In particolare, riteniamo che il processo di consultazione pubblica, pur consentendo ai cittadini ed ai portatori di interesse di offrire il proprio contributo e le proprie competenze nel processo di elaborazione degli indirizzi strategici, di fatto rappresenti un canale di comunicazione unilaterale, che non consente un confronto dialettico tra le parti e rende pertanto meno evidente il processo di convergenza dei diversi contributi.
  • Complessivamente, riteniamo che le argomentazioni a sostegno del percorso che dovrebbe portare all’approvazione della SEN 2017 e successivamente alla stesura del Piano Energia e Clima siano deboli ed insoddisfacenti. In particolare, appaiono in questo contesto poco chiari i criteri e le modalità con cui i Ministeri competenti metteranno in atto il processo di analisi e sintesi delle osservazioni pervenute durante la consultazione pubblica, nonché il loro eventuale recepimento attraverso correzioni, modifiche ed integrazioni al documento finale.
  • Sarebbe innanzitutto utile, anche in risposta alle esigenze di piena trasparenza espresse da più parti e rimarcate nello stesso documento, che il Governo rendesse liberamente accessibili tutti i contributi pervenuti nel corso della consultazione pubblica [4]. Potrebbe quindi venire convocato un tavolo tecnico allargato (e.g. la Conferenza Nazionale sull’Energia) nel quale discutere e condividere le proposte migliorative ed integrative, garantendo in questo modo un processo di sintesi il più possibile trasparente e condiviso.
  • Vaghe e fumose risultano essere anche le proposte di miglioramento della governance del settore energetico, che secondo il Governo dovrebbero facilitare il processo di attuazione delle misure strategiche contenute nella SEN, una volta approvata.  Prendendo atto della rinuncia alla modifica dell’articolo 117 della Costituzione ㅡ che avrebbe riportato in capo allo Stato le competenze in materia di energia ㅡ non è chiaro in che modo si intende dare centralità al ruolo delle Regioni nel processo decisionale, soprattutto per quanto riguarda la definizione, l’approvazione e la realizzazione delle infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale, di cui la nuova SEN si fa portatrice (e.g. potenziamento della rete elettrica, nuovi impianti di rigassificazione, gasdotti, centrali termoelettriche, stoccaggio di idrocarburi).
    Fermo restando la necessità di una maggiore cooperazione tra istituzioni regionali, nazionali ed internazionali, non comprendiamo quali siano i termini della proposta relativa all’istituzione della cosiddetta “cabina di regia” nominata a pagina 208 del documento, né comprendiamo in concreto quali siano gli strumenti di cui il Governo si vuole dotare per rafforzare il dialogo con le istituzioni locali e i cittadini, e il ruolo giocato in questo contesto dell’istituto dell’inchiesta pubblica nell’ambito delle procedure di VIA.
  • In definitiva, non risulta affatto chiaro quali siano gli attributi giuridici della Strategia Energetica in esame e dei suoi strumenti attuativi. Al di là delle buone intenzioni, espresse dai continui riferimenti alla necessità di un maggiore dialogo con le Regioni e un ampliamento della partecipazione dei cittadini al processo decisionale: chi deciderà cosa, quando e come?

[1] https://conferenzaenergia.wordpress.com/appello/testo/
[2] http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/00408&ramo=C&leg=17
[3] http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2013/03/27/73/sg/pdf
[4] Sarebbe stato opportuno rendere pubblici anche i risultati dell’analisi dei gruppi di lavoro verticali promossi dal Governo tra l’autunno 2016 e la primavera 2017, nonché i contributi delle associazioni ambientaliste, sindacali e di categoria coinvolte in fase preliminare, gli Atti dei 5 workshop tecnici, le audizioni delle Autorità indipendenti e dei rappresentanti regionali.

 continua …





Aperta la consultazione pubblica sulla Strategia energetica nazionale

13 06 2017

I Ministeri dell’Ambiente e per lo Sviluppo Economico hanno pubblicato oggi un documento di consultazione per la Strategia Energetica Nazionale.
Il documento è scaricabile qui, mentre sulla pagina del MiSe è stato predisposto un questionario attraverso il quale gli organi istituzionali competenti, le imprese, gli esperti e i cittadini possono inviare, da oggi e per un mese, commenti, segnalazioni e proposte.

Come accadde anche in occasione della consultazione per la Strategia Energetica Nazionale approvata nel 2013 (un’esistenza assai effimera…), non mancheremo di dare il nostro contributo.

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La Strategia Energetica Nazionale approvata per decreto legge

14 03 2013

conferenza-presentazione-sen2013-spalla2Il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ed il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini hanno firmato lo scorso 8 marzo il decreto legge con il quale è approvato il documento inerente la Strategia Energetica Nazionale (SEN), documento che lo stesso ministero dello Sviluppo Economico aveva prodotto lo scorso autunno e sottoposto a consultazione pubblica nei mesi di ottobre e novembre.
Sono allegate al decreto la versione definitiva della SEN e la lista delle consultazioni avute con le istituzioni, le associazioni di categoria e le parti sociali. Lo stesso Ministero dello Sviluppo Economica, in una nota diffusa in data odierna, asserisce di aver tenuto conto, nella stesura della versione finale del documento, di “numerosi contributi” giunti nell’ambito della consultazione pubblica, che ha visto pervenire al ministero – come cita la medesima nota – oltre 800 segnalazioni di cittadini e singole aziende.
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Eppure il malcontento monta, in particolare da parte delle stesse associazioni ambientaliste – WWF, Legambiente e Greenpeace in testa – che i due ministeri affermano di aver consultato, le quali arrivano a mettere in dubbio la liceità del decreto da parte di un Governo dimissionario, su un tema delicato come quello dell’energia, che dovrebbe essere discusso dal nuovo Parlamento. Le polemiche sorte hanno spinto i ministri firmatari del decreto a fare una parziale marcia indietro, dicendo che la SEN non è vincolante ma costituisce un punto di partenza, ma la sostanza rimane immutata.

Non intendiamo discutere in questo articolo il dettaglio delle misure proposte dalla SEN, che avevamo sommariamente discusso al tempo della presentazione del documento (https://conferenzaenergia.wordpress.com/2012/10/23/consultazione_pubblica_governo/) e rispetto alla quale ravvisiamo solo alcuni elementi di novità, che dettaglieremo in uno dei prossimi articoli.
Ciò che non possiamo fare a meno di notare è che il Ministero dello Sviluppo Economico ha completamente ignorato le oltre 500 adesioni di cittadini ed associazioni scientifiche e di categoria all’appello lanciato da queste pagine e finalizzato alla convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia al fine di predisporre un Piano Energetico Nazionale obiettivo, equilibrato, lungimirante e trasparente. Evidentemente al Ministero dello Sviluppo Economico hanno ritenuto non necessario dar peso alla precisa richiesta contenuta in 500 degli 800 contributi pervenuti, tra le quali associazioni scientifiche di rilievo come la Società Italiana di Fisica e l’Associazione Galileo 2001 per la Libertà e la Dignità della Scienza.
Constatiamo che il perseverare nel fallimentare metodo delle decisioni calate dall’alto, seppur edulcorato dalla “finta” consultazione pubblica – lo testimoniano le proteste suscitate dall’emanazione del decreto – segna irrimediabilmente dalla nascita il destino della nuova Strategia Energetica Nazionale, che prevedibilmente naufragherà sotto il peso dei veti contrapposti e dell’instabilità politica del momento.rigassificatore-rovigo

Reclamiamo il diritto dei cittadini e delle associazioni firmatarie dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia a ricevere precise risposte da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sul perché tale convocazione non sia stata ritenuta opportuna, specie alla luce del clima politico generatosi dopo le elezioni.
Il nostro impegno per la Conferenza Nazionale sull’Energia non si ferma, benché la consultazione sia conclusa, poiché riteniamo imperativo dare voce ai cittadini che hanno firmato il nostro appello e perché riteniamo imprescindibile per l’Italia dotarsi al più presto – ma con strumenti trasparenti ed obiettivi condivisi – di un Piano Energetico Nazionale di cui la nostra economia in crisi ha estremo bisogno.





Strategia Energetica Nazionale: si riparte dal via?

27 12 2012

A quasi un mese dalla chiusura della consultazione pubblica a cui è stata sottoposta la bozza di Strategia Energetica Nazionale proposta dal governo Monti, possiamo affermare che tale consultazione, seppur lodevole negli scopi, non ha prodotto alcun risultato concreto.

Anche (ma non unicamente) a causa della chiusura prematura della legislatura, constatiamo che non solo nessun contributo da parte dei cittadini e dei soggetti interessati è stato recepito (cosa alquanto complessa, data la loro eterogeneità), ma che tale lista di contributi non è stata nemmeno resa pubblica sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.
La volontà del governo di coinvolgere la società civile e di avviare un sano dibattito e confronto tra le parti interessate risulta così, nei fatti, morta sul nascere: i diversi contributi, i pareri, le osservazioni, le critiche, sono pervenuti al ministero in maniera unilaterale, senza alcun riscontro, e con ogni probabilità non vedranno mai la luce.
E con il 2013 si ricomincia da zero, per l’ennesima volta.

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Non possiamo fare a meno di concludere osservando come questo esito fosse facilmente profetizzabile. Lo strumento (la consultazione pubblica su delle linee guida predefinite) e la tempistica scelti dal governo (poche settimane di consultazione, a pochi mesi dalla fine della legislatura), a cui si aggiunge la mancanza di una chiara definizione dei passaggi successivi per concretizzare dal punto di vista legislativo la Strategia, non lasciavano larghi spazi per esiti differenti.

Ribadiamo il sostegno ad un percorso differente, più concreto, efficace, condiviso, trasparente e meno fumoso: la convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia, composta da scienziati, economisti e rappresentanti istituzionali e delle amministrazioni, in cui il dibattito ed il confronto avvenga sulla base di osservazioni oggettive e con la massima trasparenza nei confronti dei cittadini. Tale Conferenza deve essere istituzionalmente riconosciuta ed avere una base giuridica che impegni il legislatore a definire il nuovo Piano Energetico Nazionale, sulla base delle indicazioni e delle misure segnalate negli scenari prodotti dalla Conferenza e pubblicati negli Atti della stessa.

Le adesioni all’appello per sostenere tale proposta sono ancora in corso, in questo sito internet, cliccando qui.





Chiusa la consultazione pubblica del Governo: primi bilanci

2 12 2012

Il giorno 30 novembre 2012 si  è ufficialmente chiusa la consultazione pubblica promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico per raccogliere commenti e osservazioni in merito alla bozza di Strategia Energetica Nazionale presentata dal Governo.
A tale consultazione hanno partecipato decine di soggetti interessati o coinvolti in diversa misura nelle questioni  energetiche: aziende del settore, enti pubblici, fondazioni, sindacati, associazioni ambientaliste e di categoria.
In attesa di un riscontro da parte del Ministero nel merito delle osservazioni giunte da una così ampia platea di soggetti, possiamo formulare un primo bilancio sull’iniziativa promossa su questo sito.  Attraverso il canale attivato su questa piattaforma,  quasi 400 persone hanno potuto inviare al Ministero la richiesta di convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia.
All’appello hanno ufficialmente aderito due associazioni scientifiche: la Società Italiana di Fisica, rappresentativa dell’intera comunità di fisici italiani, e l’assocazione Galileo 2001 per la libertà e la dignità della scienza, che annovera tra i suoi soci scienziati del calibro dei professori Renato Angelo Ricci, Umberto Veronesi e Giorgio Salvini, già Ministro della Ricerca e dell’Istruzione negli anni ’90.
Tra le 400 persone che hanno firmato l’appello si segnalano decine di docenti unversitari, ricercatori, postDoc, ingegneri, fisici professionisti nel campo medico e delle radiazioni, imprenditori attivi nel settore energetico, liberi professionisti, giornalisti impegnati nella divulgazione scientifica. Numerosi sono gli studenti, gli impiegati, gli insegnanti, gli artigiani, gli operai, i pensionati. Si tratta, molto più semplicemente, di una variegata combinazione di esperti del settore e di normali cittadini, uno spaccato geograficamente ben distribuito di società civile italiana, a cui sta a cuore il futuro del Paese.

La proposta della Conferenza Energetica – l’abbiamo detto molte volte ma non ci stancheremo di ripeterlo –  non entra nel merito dei provvedimenti previsti nella bozza presentata dal Governo e nemmeno avanza soluzioni alternative, ma chiede con forza di rivalutare radicalmente la procedura di definizione del Piano Energetico: si tratta perciò di una proposta metodologica. I promotori chiedono una maggior trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica ed un più ampio coinvolgimento nel processo decisionale (e non semplicemente a titolo consultivo) degli esperti del settore (scienziati, tecnici ed economisti) e dei rappresentanti delle istituzioni e delle amministrazioni locali.

La consultazione pubblica è  terminata, ma non termina la raccolta di adesioni su questo sito.

I promotori si prenderanno presto carico di intervenire presso le istituzioni, facendosi portavoce di quanti hanno voluto e vorranno sostenere l’iniziativa, affinchè il progetto della Conferenza Nazionale sull’Energia diventi realtà.





Prosegue la consultazione pubblica del Governo. Buona risposta dei cittadini all’appello per una Conferenza Nazionale sull’Energia!

1 11 2012

Riportiamo il testo del comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato in data 29 ottobre 2012.

<<È iniziata, con un incontro con le associazioni di categoria dei produttori termoelettrici, la consultazione sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN).

Entro il 30 novembre sono previste oltre 20 occasioni di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Si tratta di incontri, sia di carattere istituzionale (mercoledì 31 ottobre l’audizione in Commissione Industria del Senato, a cui seguiranno altre consultazioni istituzionali), sia con associazioni di categoria e parti sociali: associazioni di produttori e operatori del settore, consumatori, sindacati, associazioni ambientaliste, istituti di ricerca e ‘think tank’ specializzati.

In parallelo, da circa dieci giorni è attiva la consultazione on-line sul sito del Ministero, a cui possono partecipare con commenti, suggerimenti e documentazione tutti i cittadini. Ad oggi sono già pervenuti circa 100 contributi via internet, che sono in corso di valutazione.>>

Sottolineiamo che ad oggi, 1 novembre 2012, sono più di ottanta le sottoscrizioni al nostro appello per una Conferenza Nazionale sull’Energia, inviate tramite questo sito al ministero. E’ sicuramente un’ottima risposta dei cittadini all’iniziativa, che speriamo venga presa in considerazione dal governo.

Link utili:
Il Comunicato Stampa del Ministero dello Sviluppo Economico





Il Governo Italiano avvia la “consultazione pubblica” sulla nuova Strategia Energetica Nazionale

23 10 2012

Il giorno 16 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato le linee guida per la nuova Strategia Energetica Nazionale, presentate dal Ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera.
Tali linee guida sono inserite in un corposo documento nel quale vengono delineate misure decisamente ambiziose in materia energetica, finalizzate al pieno raggiungimento e al superamento degli obiettivi imposti dalle direttive europee per il 2020: efficienza energetica, riduzione dei gas serra, sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili sono le parole chiave, assieme ad un rafforzamento generale del sistema di aprovvigionamento energetico, che il governo mira a rendere meno dipendente dall’estero mediante una diversificazione dei fornitori ed un incremento della produzione nazionale degli idrocarburi.
Per la prima volta, dal 1988, un governo elabora una Strategia Energetica organica e strutturata: si tratta sicuramente di un risultato ragguardevole.

Prima di entrare nel merito dei provvedimenti annunciati, vorremmo qui commentare il metodo scelto dal governo per la loro diffusione, approvazione ed esecuzione. Da una parte è sicuramente molto positivo il ricorso, annunciato con enfasi, alla “consultazione pubblica” sia con gli addetti del settore, che possono inviare commenti e suggerimenti attraverso un questionario on-line, sia con le parti interessate – istituzioni (in particolare le Commissioni Parlamentari competenti), associazioni di categoria e parti sociali – mediante consultazioni formali che, a detto del governo, verranno avviate nel corso delle prossime settimane.
Tale percorso, seppur innovativo in molti suoi aspetti nel panorama politico italiano, rischia tuttavia di non essere sufficiente per evitare che esso naufraghi nell’usuale copione, tipico del nostro Paese: una serie di decisioni formulate dal governo e da pochi addetti (le grandi compagnie operanti nel settore energetico), calate dall’alto  senza un “reale” e trasparente coinvolgimento dei cittadini e delle amministrazioni nel processo decisionale, con il consueto risultato finale di una mancata attuazione dei provvedimenti stessi, a causa delle opposizioni degli enti locali e dei cittadini coinvolti.
Crediamo che un reale dibattito, in merito agli obiettivi e al loro raggiungimento, soprattutto per quanto riguarda la fase concretamente attuativa della nuova strategia, possa avvenire solamente mediante una Conferenza per l’Energia. A tale conferenza dovrebbero partecipare, congiuntamente, tutti i soggetti coinvolti, al fine di trovare una convergenza che rappresenti per davvero l’interesse generale del Paese, e non solamente di settori particolari (o di realtà territoriali particolari), come accadrebbe qualora si perseguisse la strada delle consultazioni formali bilaterali.
Per questo motivo chiediamo a tutti i cittadini di partecipare alla consultazione pubblica avviata dal Governo, inviando la richiesta di convocazione di una Conferenza Nazionale per l’Energia mediante il modulo predisposto in questo sito.

Links utili:
Il Comunicato Stampa del Governo
Articolo su: Il Sole 24 Ore

Immagini tratte dal documento di consultazione del Governo