12/13 giugno 2011: a due anni dal referendum sul nucleare, l’Italia naviga ancora a vista.

12 06 2013

ImmagineA due anni dalla consultazione referendaria che ha sancito l’abbandono del programma per l’utilizzo dell’energia nucleare da fissione, sono ancora numerosi gli interrogativi e le questioni aperte relative alle strategie di approvvigionamento energetico dell’Italia. Nonostante il lodevole tentativo del governo Monti, dopo anni di tentennamenti, di dare finalmente un indirizzo chiaro e organico in materia, all’atto pratico tutto risulta ancora fermo. In particolare, non è chiaro ancora quale sia la strada che il nuovo esecutivo intende seguire per attuare i provvedimenti inseriti nella SEN o per eventualmente modificarne o integrarne i contenuti.
Osserviamo inoltre con un certo rammarico come il dibattito economico e tecnico-scientifico sulla questione energetica sia in queste 24 mesi drammaticamente uscito di scena, confinandosi negli ambienti specializzati e lasciando all’associazionismo ambientalista il quasi totale monopolio delle operazioni di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Il Comitato Nucleare e Ragione, promotore dell’appello per la Conferenza Nazionale sull’Energia non cesserà di battersi affinchè la comunità scientifica italiana recuperi il proprio ruolo da protagonista nella promozione di una corretta ed equilibrata informazione sulle tematiche energetiche.





MA DI QUALE CONFERENZA SULL’ENERGIA STIAMO PARLANDO?

28 03 2013

Alcuni doverosi chiarimenti a seguito dell’incontro del 26 marzo tra l’onorevole Bersani e alcune associazioni ambientaliste italiane.

ambientalisti

Lo scorso 26 marzo l’onorevole Pierluigi Bersani, ottenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un mandato esplorativo per la formazione del nuovo Governo, ha ricevuto a Montecitorio alcune tra le maggiori associazioni ambientaliste del nostro paese (Club alpino italiano, Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF) . Nell’ambito di questo incontro, tali associazioni hanno presentato un sintetico documento contenente alcune proposte, suddivise in 10 punti, per una “riconversione” ecologica del Paese.

Riportiamo il primo di questi punti, intitolato ENERGIA E CLIMA:

<<Confermare misure immediatamente applicabili quali gli sgravi del 55% per l’efficienza energetica degli edifici, ma nel contempo definire anche il quadro complessivo di intervento attraverso la convocazione di una conferenza energetica nazionale che veda la partecipazione delle organizzazioni non governative e abbia  come obiettivo la revisione della Strategia Energetica Nazionale, approvata recentemente con decreto interministeriale. 25marzo2013_delegazione ambientalista all'uscita dall'incontro con Bersani_fotoUmbertoBattaglia_400Revisione basata su due assi di intervento/obiettivi: 1. l’Obiettivo del 100% Rinnovabili al 2050 definendo una strategie di transizione che porti all’abbandono progressivo delle centrali alimentate con combustibili fossili,  procedendo subito a non costruire nuove centrali a carbone ed ad olio combustibile e rinunciando a al piano di trivellazioni petrolifere off shore; 2. la definizione di una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse per i settori di produzione dell’energia elettrica, dei trasporti, dell’industria e dei servizi che sostengano  la Green Economy>>

Ci rallegriamo nel notare come la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia, da noi caldeggiata, sia finalmente entrata nell’agenda di proposte dell’associazionismo ambientalista italiano. Tuttavia, riteniamo assolutamente doveroso formulare le seguenti precisazioni:

1) La proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia è stata lanciata in queste pagine lo scorso ottobre 2012, nell’ambito della consultazione pubblica avviata dal Governo Monti sulla Strategia Energetica Nazionale (SEN). Tale proposta, nonosante sia stata a più riprese portata all’attenzione dell’opinione pubblica, dei mass media e delle stesse associazioni ambientaliste, è stata da queste ultime massimamente ignorata e trattata con assordante silenzio, ad eccezione di FareAmbiente (tra l’altro esclusa dal giro di consultazioni dell’on. Bersani) e di due sezioni locali , rispettivamente di Legambiente e di Verdi Ambiente e Società.

2) Ad esclusione degli oltre 500 sottoscrittori dell’appello riportato in questo sito, e di due associazioni scientifiche firmatarie dell’appello stesso, nessun’altro commento alla SEN formalmente inviato al Ministero dello Sviluppo Economico faceva menzione della richiesta della Conferenza sull’Energia, men che meno da parte delle associazioni ambientaliste che ora chiedono a gran voce tale provvedimento (qui i documenti della Società Italiana di Fisica e dell’Associazione Galileo 2001, dove invece la richiesta è esplicitamente formulata: SIF, Galileo2001).

3) Siamo piacevolmente stupiti dal fatto che, a pochi mesi di distanza, la proposta della Conferenza Nazionale sull’Energia siacopyright divenuta il cavallo di battaglia degli ambientalisti italiani, anche se in assenza del giusto riconoscimento ai promotori, che con tenacia hanno portato avanti l’iniziativa e la campagna di sottoscrizioni in questo sito. Pur non pretendendo il copyright di un’iniziativa messa in atto nell’esclusivo interesse del Paese, e di cui peraltro si discute, a fasi alterne, da decenni,  è innegabile che un riferimento alla nostra campagna di sensibilizzazione, e, perché no, l’adesione alla stessa (qualora le vere finalità fossero condivise), sarebbero stati auspicabili.

4) Nel comunicato delle associazioni ambientaliste in questione, si dichiara che i 10 punti portati all’attenzione dell’on. Bersani rappresentanto <<alcune delle principali priorità (…)tra le 80 proposte e 12 filoni tematici che sono stati illustrati nel Documento pre-elettorale “Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Paese>>. Sembra si lasci intendere che il documento consegnato a Bersani sia una sintesi degli elementi più qualificanti delle proposte a suo tempo avanzate, nel corso della campagna elettorale. Tuttavia, nella citata Agenda, inutile a dirlo, della Conferenza Nazionale sull’Energia non vi è traccia.

5) Un’osservazione conclusiva, e di cruciale importanza per interpretare la proposta specifica delle associazioni ambientaliste: a quanto pare, oltre alla richiesta della conferenza, vengono anticipate anche le ricette specifiche per risolvere la questione energetica italiana, tra cui: obiettivo del 100% di rinnovabili al 2050, stop alle centrali alimentate con combustibili fossili, rinuncia al piano di trivellazioni petrolifere off shore, ecc.
Ci chiediamo a questo punto: quale sarebbe, in quest’ottica la funzione e l’utilità di una Conferenza sull’Energia, se tutto quello su cui si dovrebbe discutere è già stato aprioristicamente sentenziato? Quale spazio vi sarebbe per il confronto, le valutazioni scientifiche e le analisi costi/benefici? Quale credibilità avrebbe un consesso di esperti, costretto ad elaborare delle soluzioni sulla base di un percorso già ideologicamente tracciato?

La conclusione a cui giungiamo, con queste ultime riflessioni, è che la proposta ambientalista di Conferenza Nazionale sull’Energia in comune con la nostra porta solo il nome.
Pertanto non possiamo che dire: <<diffidate dalle imitazioni!>>





La Strategia Energetica Nazionale approvata per decreto legge

14 03 2013

conferenza-presentazione-sen2013-spalla2Il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera ed il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini hanno firmato lo scorso 8 marzo il decreto legge con il quale è approvato il documento inerente la Strategia Energetica Nazionale (SEN), documento che lo stesso ministero dello Sviluppo Economico aveva prodotto lo scorso autunno e sottoposto a consultazione pubblica nei mesi di ottobre e novembre.
Sono allegate al decreto la versione definitiva della SEN e la lista delle consultazioni avute con le istituzioni, le associazioni di categoria e le parti sociali. Lo stesso Ministero dello Sviluppo Economica, in una nota diffusa in data odierna, asserisce di aver tenuto conto, nella stesura della versione finale del documento, di “numerosi contributi” giunti nell’ambito della consultazione pubblica, che ha visto pervenire al ministero – come cita la medesima nota – oltre 800 segnalazioni di cittadini e singole aziende.
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Eppure il malcontento monta, in particolare da parte delle stesse associazioni ambientaliste – WWF, Legambiente e Greenpeace in testa – che i due ministeri affermano di aver consultato, le quali arrivano a mettere in dubbio la liceità del decreto da parte di un Governo dimissionario, su un tema delicato come quello dell’energia, che dovrebbe essere discusso dal nuovo Parlamento. Le polemiche sorte hanno spinto i ministri firmatari del decreto a fare una parziale marcia indietro, dicendo che la SEN non è vincolante ma costituisce un punto di partenza, ma la sostanza rimane immutata.

Non intendiamo discutere in questo articolo il dettaglio delle misure proposte dalla SEN, che avevamo sommariamente discusso al tempo della presentazione del documento (https://conferenzaenergia.wordpress.com/2012/10/23/consultazione_pubblica_governo/) e rispetto alla quale ravvisiamo solo alcuni elementi di novità, che dettaglieremo in uno dei prossimi articoli.
Ciò che non possiamo fare a meno di notare è che il Ministero dello Sviluppo Economico ha completamente ignorato le oltre 500 adesioni di cittadini ed associazioni scientifiche e di categoria all’appello lanciato da queste pagine e finalizzato alla convocazione di una Conferenza Nazionale sull’Energia al fine di predisporre un Piano Energetico Nazionale obiettivo, equilibrato, lungimirante e trasparente. Evidentemente al Ministero dello Sviluppo Economico hanno ritenuto non necessario dar peso alla precisa richiesta contenuta in 500 degli 800 contributi pervenuti, tra le quali associazioni scientifiche di rilievo come la Società Italiana di Fisica e l’Associazione Galileo 2001 per la Libertà e la Dignità della Scienza.
Constatiamo che il perseverare nel fallimentare metodo delle decisioni calate dall’alto, seppur edulcorato dalla “finta” consultazione pubblica – lo testimoniano le proteste suscitate dall’emanazione del decreto – segna irrimediabilmente dalla nascita il destino della nuova Strategia Energetica Nazionale, che prevedibilmente naufragherà sotto il peso dei veti contrapposti e dell’instabilità politica del momento.rigassificatore-rovigo

Reclamiamo il diritto dei cittadini e delle associazioni firmatarie dell’appello per la convocazione della Conferenza Nazionale sull’Energia a ricevere precise risposte da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sul perché tale convocazione non sia stata ritenuta opportuna, specie alla luce del clima politico generatosi dopo le elezioni.
Il nostro impegno per la Conferenza Nazionale sull’Energia non si ferma, benché la consultazione sia conclusa, poiché riteniamo imperativo dare voce ai cittadini che hanno firmato il nostro appello e perché riteniamo imprescindibile per l’Italia dotarsi al più presto – ma con strumenti trasparenti ed obiettivi condivisi – di un Piano Energetico Nazionale di cui la nostra economia in crisi ha estremo bisogno.